30 settembre 2010

La verità è che non gli piaci abbastanza

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , a 21:30 di tridora89

Comincio a guardare “La verità è che non gli piaci abbastanza” e mi chiedo: ma siamo davvero così rincretiniti quando ci piace qualcuno? Oddio spero proprio di no! O almeno io non mi sento di essere così imbranata quando conosco un ragazzo che mi piace. Non ci credo a quelle cavolate del tipo: se ti chiama dopo 2 giorni vuol dire che è interessato, se passa più di una settimana invece no. Mi piace continuare a sperare che la gente non si aggrappi a certe cose assurde per conquistare una persona. E’ logico però che se non ti scrive o non ti richiama è proprio così: non vuole scriverti, non vuole chiamarti! Ma personalmente non mi piace essere legata ad una convenzione sociale: se mi va di chiamare chiamo, se ho voglia di offrire la cena al ristorante la offro, se mi va di baciare io per prima lo faccio. Punto, tutto qui. Penso sia così che si comporti la maggior parte delle persone, essere uno stratega in amore è facile ma se riesci ad essere uno stratega vuol dire che non sei implicato sentimentalmente, quindi non ti piace abbastanza! Quando sei interessato davvero a qualcuno non esistono regole. Non esistono regole in amore.

Però una cosa è assolutamente vera: ci piace credere alle favole, ci piace credere alle “eccezioni” ma di norma lo sappiamo benissimo che se un uomo non chiama, o non ti sposa o ti tradisce, lo fa perché non è interessato o innamorato abbastanza. Poi ci sono le eccezioni che non fanno che confermare la regola, e spesso ci si illude di esserlo, ci dà speranza e ci dà modo di farci trattare spesso come degli zerbini, sia uomini che donne.

Una cosa è certa: quando gli piaci abbastanza sarai la prima a rendertene conto!

Ringrazio tanto la mia J. per avermi consigliato questo film.

Battuta preferita:

“E forse nel lieto fine non è compreso un uomo meraviglioso, forse sei tu da sola, a rimettere insieme i pezzi e a ricominciare, per liberarti in attesa che arrivi qualcosa di meglio in futuro. Forse il lieto fine è solo andare avanti.”

29 settembre 2010

Closer

Posted in Amore, Drammatico, Film tagged , , , , a 00:05 di tridora89

Ho comprato “Closer” perché mi ha colpito quello che c’era scritto sul dvd “Chi ama a prima vista tradisce ad ogni sguardo”. Non avevo idea di che parlasse e nemmeno mi sono interessata di leggere la trama, l’ho comprato solo per quella frase.

E’ stato uno schiaffo in faccia, uno schiaffo in pieno viso. Crudele, senza cuore. Si parla di amore, ma dell’amore io non ho visto niente. Si parla di tradimento, ma non si vedono scene che lo confermino. Nessuno dei quattro personaggi (due donne e due uomini) in fondo sa che cosa significhi amare davvero una persona, nessuno di loro sa di cosa stia parlando. Solo uno di loro rimane coerente con se stesso dall’inizio fino alla fine. E’ l’unico che sa veramente ciò che vuole, è decisamente il personaggio migliore. Lo stratega, quello che poi vince sul serio.

Mi è piaciuta da impazzire la prima e l’ultima scena in particolare, sulle note di “The blower’s daughter” dove Alice cammina per la strada tra la gente e viene guardata per la prima volta da Dan all’inizio del film. Ha i capelli rossi e corti sparati dappertutto, indossa un cappotto con il pellicciotto e cammina sicura. Nell’ultima scena c’è sempre lei che cammina tra la folla, ha i capelli castani mossi dal vento, indossa una maglietta bianca leggera, ma stavolta non è Dan a guardarla, ma uno sconosciuto dei tanti a cui lei non fa nemmeno caso. Mi fa pensare a tutte quelle persone che si immaginano di incontrare l’amore della propria vita in mezzo ad una strada. Da piccola lo pensavo anche io, mi chiedevo che faccia dovrebbe avere l’uomo della mia vita? Se lo incontrassi in mezzo alla strada capirebbe che sono la persona giusta per lui? Ma secondo me uno sguardo solo non basta veramente per capirlo, ci vuole anche un sorriso, e ancora uno sguardo, e ancora un altro sguardo, e un altro ancora… Poi potrai dirlo davvero: solo l’uomo giusto per me potrebbe guardarmi in questo modo, perché è proprio il modo che preferisco!

Battuta preferita:

“Ho visto questa faccia. Questa…visione quando sei scesa dal marciapiede, è stato il momento della mia vita. Eri perfetta. Andando all’ospedale ti ho baciata sulla fronte, il tassista mi ha visto baciarti e ha chiesto: è sua? E io ho detto: Si, è mia… E’ mia…”

28 settembre 2010

Soul kitchen

Posted in Commedie, Film tagged , , a 03:35 di tridora89

Inizia “Soul kitchen” e nella testa già ti frulla una domanda: come può fare questo sfigato a trasformare il suo locale appena decente in uno gettonato e con cucina di qualità? Pensi subito, non ce la farà mai! Invece è così semplice! Basta un cuoco d’alta cuisine un po’ ubriacone, musica, e le persone giuste intorno a darti una mano. Ecco che il gioco è fatto! In men che non si dica il locale sembra perfetto! Il culmine è una fantastica festa, con buonissimi piatti e musica… e come dessert un piccolo dolcetto afrodisiaco. Persino la severissima tizia del fisco riesce a sciogliersi! Riesce nel suo intento, il “Soul Kitchen” finalmente vende cibo per l’anima, cucina per l’anima!

Eppure non mancano i problemi, dopotutto uno sfigato rimane pur sempre uno sfigato! Impossibile non ridere quando cammina tutto curvo per un’ernia del disco che non si può operare perché è sempre a corto di soldi! Un buon esempio di come prendere la vita con l’atteggiamento giusto, sempre essere ottimisti, si vince sempre. Il nostro protagonista dovrà lottare molto, chissà se alla fine ce la farà…

Una cosa è certa! Voglio anche io la corteccia afrodisiaca da mettere nelle pietanze! Dovesse arrivare il fisco anche da me…

Battuta preferita:

“Mi basta aprire un pacchetto di patatine per sentire il tuo odore”.

26 settembre 2010

Un matrimonio all’inglese

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , a 15:08 di tridora89

Consigliata della mia amica A. mi sono vista “Un matrimonio all’inglese”. Si presenta come una commedia fredda ma frizzante perfetta per l’umorismo inglese, forse ha persino una storia un po’ banale: la dolce sposina che si ritrova tra le grinfie di una suocera senza cuore. Poi si trasforma in qualcosa di un po’ più profondo. Cos’è l’amore vero? Cosa sareste disposti a fare per la persona amata? Ma soprattutto perché in un dato momento della nostra vita una persona è assolutamente perfetta per noi, mentre se l’avessimo conosciuta in un altro momento non sarebbe andata bene e non l’avremo nemmeno considerata?

E la bella americana scelse John come marito perché era giovane e pieno di aspettative, perfetto per una donna che ha avuto un matrimonio triste alle spalle con un uomo malato più grande di lei. In quel momento il giovane John era perfetto per la bella Larita!

E’ una commedia che aspetta, poiché la sposa sta sempre ad aspettare davanti alla finestra. Fuma e aspetta. E’ come se aspettasse gli eventi compiersi, come se osservasse gli altri muoversi intorno a sé. Sempre lei sola, che fuma e aspetta. In un dialogo con il suo nuovo marito dice tra le lacrime: “Avresti dovuto amarmi meglio.” Una frase che mi è rimasta incastonata nella testa per qualche minuto. Si, forse lui avrebbe potuto amarla “meglio”, ma nessuno sa come si ama abbastanza o alla perfezione, ognuno ama come può, ognuno ama come sa amare. Il modo di concepire l’amore non si può cambiare nell’altro! Bisogna solo trovare una persona che ci ami come ci piace essere amati.

Sembra così facile, no?

Battuta preferita:

Tu non sai cos’è l’amore. Non hai idea di cosa significhi amare qualcuno al punto di fare qualsiasi cosa per l’altro. Perfino iniettargli del veleno quando è troppo debole per farlo da solo. Non credo che tu avresti mai potuto amarmi così.”

 

25 settembre 2010

C’è posta per te

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , a 00:17 di tridora89

Credo che ogni persona sulla faccia della terra convinta che ci si possa innamorare in chat, abbia visto almeno una volta “C’è posta per te”! E’ inevitabile! Poiché nessun film può descrivere meglio l’amore nato con delle innocue e-mail, solo lettere virtuali. Nessun contatto se non con la tastiera di un aggeggio elettronico. Solo innocue dita che pigiano su innocui tasti, perché inizia tutto così: per gioco! E così Kathleen e Joe si amano dietro ad un computer, ma nella vita reale si detestano. Oh, quanto è romantico! Inoltre secondo me, Meg Ryan e Tom Hanks insieme sono una coppia ben assortita, lo erano già in “Insonnia d’amore”.

Adoro gli americani! E’ uno di quei film che ti fa innamorare di New York, non te la mostra scintillante e caotica, la Grande Mela è quasi come un’immensa Londra americana, ovunque si respira aria di Stati Uniti: è tutto così metropolitano, pulito, e anche un po’ spoglio. Sentore di grattacieli ma mai mostrati nella loro interezza. Poi c’è il profumo di autunno, ma non come quello deprimente della Gran Bretagna, è un autunno freddo ma assolato, malinconico ma non troppo. E’ una New York meravigliosa, piena di foglie ingiallite e matite ben temperate. E’ bello sentire in bocca il sapore del caffè di Starbucks, un caffè che qualsiasi italiano non riuscirebbe a bere, eppure avresti voglia di essere lì anche tu a fare la fila per un pessimo caffè annacquato che in qualsiasi altro posto del mondo non compreresti mai.

La scena finale è una delle mie preferite in assoluto. Kathleen nel suo sobrio vestitino che lo attende nel parco pieno di fiori, non sa che faccia abbia e si guarda intorno, in attesa. Poi sente una voce chiamare il nome di Brinkley: è il nome del famoso cane del suo amico di “penna”. Intanto cominciano le prime note di “Somewhere over the raimbow”. Lo vede arrivare finalmente! Ed è proprio lui, il suo peggior nemico di cui ormai si è innamorata anche nella vita reale. Sorride sorpresa: “Volevo tanto che fossi tu, volevo che fossi tu con tutta me stessa” piange e lui le asciuga le lacrime. Si baciano.

Dio quanto adoro gli americani! L’avevo già detto?

Battuta preferita:

“Non vai pazza per New York in autunno? Mi fa venire voglia di comprare quaderni e matite. Ti manderei un bouquet di matite ben temperate se sapessi il tuo nome e indirizzo. D’altra parte non sapere niente di te ha il suo fascino.”

24 settembre 2010

About a boy

Posted in Commedie, Film tagged , , , a 02:21 di tridora89

Vi capita mai di svegliarvi al mattino con un’immagine fissa, o una canzone? Stamani mi sono svegliata con un volto: quello di Hugh Grant nei panni di Will in “About a boy”. Così me lo sono rivisto, è strano pensare a quanto una persona nonostante ti stia profondamente antipatica, riesca ad avere su di te una specie di attrattiva, un qualcosa di fascinoso. E’ esattamente per questa ragione che uno come Will è un playboy che conosce il fatto suo, l’uomo che tutti gli uomini vorrebbero essere. Un po’ come la criptonite per Superman: Will è l’anti-donna! Avete presente quei tipi da evitare a prescindere? Con un umorismo travolgente e una bella faccia da schiaffi, che quando vi stanno intorno non fanno altro che darvi coltellate con il loro sarcasmo tagliente e che nonostante tutto non vedete l’ora di saltagli addosso e di togliergli tutti i vestiti? Eppure lo sappiamo che sono persone da evitare, si sente la puzza lontano un miglio di guai! Ma ci usciamo lo stesso, noi donne sciocche e illuse, ci usciamo perché speriamo di sbagliarci una volta tanto. Ma donne, fidatevi del vostro naso: quello non mente mai!

Se siete delle femministe, o delle donne ferite, o ragazze madri, questo film non vi piacerà affatto, almeno fino a metà! Non facendo parte di nessuna di queste categorie, adoro questo film! A parer mio è stato concepito per far capire alle donne un po’ del mondo degli uomini, un piccolo spiraglio nella loro serratura. Cosa si capisce sugli uomini? Che sono semplici, e anche un po’ banali. Mi viene da chiedermi, ma come mai io mi complico tanto la vita?

Adoro questo film anche perché mostra che tutti i Will prima o poi cambiano! E sorpresa delle sorprese: non è una donna a stravolgergli la vita, ma un ragazzino di 12 anni che si sente solo e con a casa nient’altro che una madre potenziale suicida. Un ragazzino che vorrebbe solo avere un padre.

Bellissima scena e con un umorismo molto crudo quando il nostro protagonista decide di rimorchiarsi le mamme single perché era più facile avere da loro solo sesso e basta, senza impegno. Si ritrova in un circolo di donne frustrate e si inventa di avere un bambino di 2 anni di nome Ned. Ed è lì che comprende che gli uomini sono dei veri bastardi. Subito dopo essersi reso conto di questa verità, se ne frega e continua nel suo intento!

Will aveva torto su tutto e John Bon Jovi invece aveva ragione, dall’inizio del film: nessun uomo è un’isola.

Battuta preferita:

“La cosa importante della vita da isola è pianificare le proprie attività. E trovo che la chiave sia dividere la giornata in unità di tempo della durata di non più di 30 minuti. Le ore intere possono intimorire un po’ e la maggior parte delle attività richiede circa mezz’ora. Fare un bagno, una unità… E’ sorprendente di come la giornata si riempia, avrei davvero il tempo per un lavoro? Ma come fa la gente a fare tutto quanto?”

23 settembre 2010

Il diario di Bridget Jones

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , a 00:20 di tridora89

Per inaugurare questo blog ho scelto di parlare di un film a cui sono particolarmente affezionata: “Il diario di Bridget Jones”. Perché credo che in ogni donna ci sia un po’ di Bridget. E ogni volta che vedo questo film non faccio che sperare di non diventare così a 30 anni! Nessuna donna vuole essere insicura, fare un lavoro di cui non va fiera, illudersi che sia amore, piangere a casa la notte di capodanno, e rimpinzarsi di schifezze quando si sente sola. Ma soprattutto, tutte le donne vogliono credere fino in fondo nel principe azzurro, ci piace pensare che arrivi prima o poi sul suo cavallo bianco e con dei fiori in mano e un sorriso sulle labbra. Personalmente se a 30 anni mi ritrovassi ad aspettare un principe, probabilmente gli tirerei i fiori in testa e me ne andrei indispettita: “Tieniti pure i tuoi fiori! Stronzo!” Ma si sa, il principe azzurro dopotutto quando arriva arriva. Anche per una come Bridget Jones arriva, nonostante le sue pessime figure di fronte al mondo intero. E come sempre capita, il principe non è mai come ci si aspetta.

Ma soprattutto questo film mi ha insegnato tanto. Mi ha insegnato che non ci si deve mai arrendere, che anche quando il mondo va a rotoli, c’è sempre qualcosa per cui lottare e per cui rialzarsi dopo una brutta caduta. E se non lo si fa per qualcuno, bisogna trovare la ragione di farlo per noi stesse.

Mi piace la scena in cui cambia del tutto vita: comincia ad andare in palestra, cerca un nuovo lavoro (inizialmente con scarsissimo successo), e cammina per le strade con un’aria di chi cerca di costruirsi un futuro migliore. Tutti devono avere la forza di dare un taglio ogni tanto.

Battuta preferita:

“Se restare qui significa ritrovarmi a 10 metri da te, preferisco andare a pulire il culo a Saddam Hussein!”