8 luglio 2011

La dura verità

Posted in Amore, Commedie, Film, Umorismo tagged , , , , , , , , a 14:31 di tridora89

Questa è una di quelle commedie romantiche che non te le manda a dire. Non a caso si chiama “La dura verità” esattamente come il programma televisivo condotto da Mike, e Abby è la sua produttrice. Si odiano cordialmente. Lui è convintissimo che agli uomini interessa solo godersi la vita e che le relazioni vere non esistano, mentre Abby è in cerca di una relazione solida e dell’uomo che rispecchi la sua idea di principe azzurro, con una lunghissima lista di credenziali. Sarà Mike che cercherà di aiutarla a conquistare il fantastico dottore, per dimostrare che le sue teorie sugli uomini e sull’amore sono veritiere. Si accorgeranno presto, entrambi, che non hanno pienamente ragione nessuno dei due. Alla fine la verità sta nel mezzo come in tutte le cose, no?

Una commedia un po’ cattiva, che dice tante verità e tante bugie al tempo stesso. Frizzante e diretta, che non fa di certo mancare moltissime risate, tra mutandine vibranti, scimmie bonobo e “simpatiche ragazze seminude che lottano nella gelatina”. Una cosa però è certa, se le donne spesso sono maniache del controllo e vorrebbero a tutti i costi cercare di cambiare un uomo per farlo assomigliare a ciò che vorrebbero davvero; gli uomini invece a volte non hanno il coraggio di prendere delle decisioni, sono insicuri e impauriti, ma non lo ammetteranno mai. Ma la dura verità è che gli uomini e le donne sono diversi e hanno esigenze e desideri diversi, ma è vero anche che le coppie più improbabili, spesso sono quelle vincenti! E forse sarà facile conquistare una donna con le chiacchiere, come un uomo con un bel push up, ma in fin dei conti, ciò che conta veramente è essere se stessi, o ci si innamorerà di una persona che non esiste affatto!

Se volete farvi quattro risate ogni tanto, questo è il film che vi consiglio!

Battuta preferita:

“Sei innamorato di me… perché?”

“Bella domanda del cazzo! Ma è vero.”

12 dicembre 2010

Love actually

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , , , , , a 02:36 di tridora89

Quando comprai il dvd di “Love actually” notai fin da subito che sulla superficie c’era il disegno di un cuore frammentato, attratta e ispirata da questo disegno feci un collage con dei pezzi di giornali rigorosamente rossi, imitando il cuore del film. Mi dicevo che ognuno di noi ha un cuore così, frammentato, e che ogni piccolo pezzettino rappresenta una persona, che è entrata nella nostra vita, ci compone come un puzzle. Invece mi sono resa conto, rivedendo il film proprio questa sera che il cuore di una persona non è composta da tanti piccoli pezzetti, ma è l’amore stesso ad essere composto da tante storie, il nostro cuore non ha pezzi come i puzzle perché spesso è composto da un solo grande pezzo, quello che occupa la persona che amiamo davvero, il nostro vero amore.

Ormai si avvicina Natale e non potevo non parlare di questa commedia che ho amato fin dalla prima visione, ricordo che ero con la mia amica Ilaria al cinema, molti anni fa, mi aspettavo qualcosa di più stupido, la classica commedia di Natale, invece no. Anche se il tema è banale, visto e rivisto, “Love actually” colpisce al cuore. Per il montaggio dinamico, per le storie intrecciate con maestria… Si parla di storie, si parla di Natale e si parla di amore. Come dice il film “L’amore è dappertutto” se sai guardare bene intorno a te. E Natale è decisamente il momento migliore per parlare di amore, forse perché a Natale si accendono sogni, si spera in un futuro migliore, ci sono i regali, il clima natalizio, insomma tutte queste cose melense sembrano avere più valore in questo periodo. Chissà perché…

Una escalation di eventi a partire da 5 settimane prima di Natale con un crescendo di emozioni, fino ad arrivare al gran finale la Vigilia di Natale dove tutto si riunisce in un’esplosione di emozioni e assurdità, inverosimile ma verosimile allo stesso tempo. E’ bello credere in questi film anche perché delle volte anche la vita ci sorprende tanto da sembrarci un film, e lo sappiamo, lo sappiamo benissimo in fondo.

Battuta preferita:

“Ogni volta che sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all’area degli arrivi dell’aeroporto. E’ opinione generale che viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d’accordo. Per me l’amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di nota ma comunque c’è. Padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici. Quando sono state colpite le torri gemelle per quanto ne so nessuna delle persone che stava per morire ha telefonato per parlare di odio o vendetta. Erano tutti messaggi d’amore. Io ho la strana sensazione che se lo cerchi scoprirai che l’amore davvero è dappertutto.”

7 novembre 2010

Last night

Posted in Amore, Commedie, Film recenti tagged , , , , , , , , , a 22:09 di tridora89

“Last night”. Una sola notte. Due diverse facce del tradimento. Possibile che la parola tradimento abbia in verità due riscontri completamente diversi? Tutto si nasconde dietro una diversa motivazione. Ma come disse Alessandro Baricco, uno dei miei scrittori preferiti: “I perché si dimenticano.” e se i perché si dimenticano restano solo le azioni, i pensieri di un momento fuggono lontano dopo un po’ e resta solo la parola Tradimento. E per quanto cerchiamo di convincerci che siano situazioni diverse, che non possa tutto essere omologato nella parola tradimento, alla fine è proprio così. I perché si dimenticano. Resta solo ciò che hai fatto. Resta solo il rimpianto per quello che non hai avuto il coraggio di fare. Resta solo il senso di colpa per aver fatto troppo.

Vedere questo film mi ha fatto pensare ad una frase che mi disse la mia amica Une qualche tempo fa: “Quando sei innamorata devi poter credere che l’altro non ti farà mai del male, che non ti ferirebbe mai. E’ questa l’illusione dell’amore!” E’ la verità. Tutte le persone potrebbero comportarsi in modo spregevole, tutte allo stesso modo, non esiste un uomo o una donna speciale, esistono solo persone. E quando amiamo abbiamo bisogno di credere che l’altro sia diverso, che non potrebbe mai farci del male, che non potrebbe mai tradirci. In realtà siamo solo persone, siamo imperfetti. Siamo solo umani. Ma quando amiamo è come se l’altro diventasse un po’ un dio, qualcuno da venerare. Senza idealizzazione non c’è amore. E a volte il senso di colpa arriva proprio perché pensiamo che il nostro partner non potrebbe mai comportarsi in maniera tanto schifosa, mentre noi invece, l’abbiamo fatto eccome.

Battuta preferita:

“Nel cuore di tante notti in cui non riesco a dormire, io penso ancora a te.”

2 novembre 2010

Come tu mi vuoi

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , , , a 02:11 di tridora89

Viviamo in un mondo in cui l’immagine è tutto. Come porti i vestiti, come ti muovi, i gingilli che indossi dicono agli altri che ti guardano chi sei. E’ un mondo fatto di occhi che guardano. E vieni anche giudicato per questo! Credono di sapere tutto di te con un’occhiata. La bellezza interiore, i valori, le virtù non contano niente nella nostra società. Io credo che le persone in ogni caso dovrebbero valorizzare loro stesse e indossare quello che più rispecchia la loro personalità. E poi sarebbe anche carino che magari oltre ad un bell’aspetto ci fosse anche qualcosa di intelligente da dire, anche se è una cosa piuttosto rara. Sarà per caso una specie di massima? Una statistica di quelle inversamente proporzionale? Uno più è bello e più è completamente deficiente? Certo, avere le labbra a canotto e un paio di taglie in più nel reggiseno conferiscono una specie di girlpower, il potere della seduzione, ma poi? Veniamo veramente valutati per quello che siamo? O troviamo solo una sfilza di gente che apprezza il nostro involucro ma che non è assolutamente interessato a conoscere cosa abbiamo dentro?

In “Come tu mi vuoi” Giada è una ragazza semplice la classica secchiona odiosa, le piace studiare all’università, è convinta che sia più giusto essere apprezzata per quello che ha in testa che per il suo aspetto, che inizialmente è abbastanza repellente per i giovani ragazzi suoi coetanei. Indossa i maglioni della nonna e non ha la minima idea di cosa sia lo stile e nemmeno gliene importa. Si incazza nel vedere che basta avere una bella faccia per passare un esame perché crede nella meritocrazia. Un incontro e tutto cambia. Ha voglia di essere migliore, di cambiare un po’ di se stessa per conquistare il cuore di Riccardo un ragazzo ricco a cui fa ripetizioni, che frequenta le persone e i posti più esclusivi di Roma. Metterà in discussione le sue certezze per essere come lui la vuole, vorrà restare se stessa ma si farà corrompere dal potere del sex-appeal, notando che tutto è più semplice se ci si slaccia la camicetta di un bottone in più!

Visto che pongo sempre domande lanciate nell’etere di internet, stavolta vi chiedo: quanto sia giusto cambiare per piacere ad una persona? Provare a piacere agli altri, quanto condiziona le nostre scelte in tutto?

Battuta preferita:

“Fidati caro se una così potesse mettere le manine su ciò che disprezza tanto, nel giro di qualche istante te la ritroveresti a difenderlo con le unghie, come se fosse sempre stato suo.”

29 ottobre 2010

French kiss

Posted in Amore, Commedie, Film a 16:39 di tridora89

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E se una femme fatale vi rubasse l’uomo da sotto il naso, all’improvviso? Non prendereste l’aereo da Toronto per viaggiare fino a Parigi per riportarlo indietro da voi e rimandare la squallida puttanella da dove è venuta? Quasi tutte le donne un po’ disperate, che hanno un po’ di palle e che sono innamorate, lo farebbero! E’ quello che fa Kate in “French kiss” e pensare che l’unico motivo per cui non era partita con il suo fidanzato era per paura di volare in aereo, invece ha finalmente il coraggio di prendere l’aereo da sola (per di più) per andare a recuperare quello stronzo che ha preferito una bomba sexy in vestitini corti e una faccia da schiaffi! Cosa non si farebbe per amore eh?! Incroyable, no?

Eppure una volta atterrata a Parigi le succede di tutto, poveretta. E recuperare il fidanzato adultero sembra quasi passare in secondo piano. Il classico esempio di come niente va come ti aspetti. Fortuna che ha con sé Luc, in un certo senso il suo angelo custode. Ma si sa che nessuno aiuta gli altri senza ricevere qualcosa in cambio. E Luc è un ladruncolo che cerca solo di riprendersi il suo collier che ha lasciato nella borsa di Kate, ignara di tutto. Meg Ryan riesce a rendere anche la commedia sempre frizzante, come nessun’altra attrice! E’ spontanea, espressiva e decisamente adorabile, con quel suo look sbarazzino e sobrio. Adoro vederla camminare, disperarsi, e ancora rendersi un po’ ridicola delle volte, semplice e speciale al tempo stesso. E’ come tutte le donne dovrebbero essere: se stesse!

E di nuovo torna Parigi, Cannes, Nizza, la Francia con i suoi formaggi puzzolenti e buonissimi. E siamo continuamente in viaggio, sballottati qua e là, ma possiamo vedere spesso la Tour Eiffel di sfondo, a rassicurarci e ripeterci dove diavolo siamo. Amo, amo, amo Parigi! Penso che ormai l’abbiate capito.

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Battuta preferita:

“Ho paura che non voglia piu ritornare da me… e allora soffrirò così tanto che darò i numeri e non sarò più capace di amare nessuno!”

“Adesso lo dici ma dopo un po’ lo dimenticheresti. Prima dimenticheresti il suo mento, poi il suo naso, e dopo un po’ avresti il tuo da fare a ricordare esattamente il colore dei suoi occhi, e un giorno disparito. La sua voce, il suo odore, il suo ghigno, disparito per sempre e tu potresti ricominciare da capo.”

28 ottobre 2010

Julie & Julia

Posted in Commedie, Film tagged , , , , , , , , a 18:25 di tridora89

Quando si passa un momento di crisi abbiamo sempre bisogno di aggrapparci a qualcosa: c’è chi si butta a braccia aperte verso una nuova avventura amorosa, chi cerca di comprendere che cosa farà nella vita, chi coltiva un hobby tralasciato da tempo, chi decide di inseguire un sogno chiuso in un cassetto. Tutto sta nel distrarsi! Nel cercare di ritrovare noi stessi, da qualche parte sotterrati chissà dove. “Julie & Julia” è un film tratto da due storie vere, di due donne completamente diverse vissute in epoche diverse, ma che hanno reagito allo stesso modo di fronte ad una crisi emotiva: la cucina francese. Chi mi conosce abbastanza saprà sicuramente che adoro la Francia! Mi piace tutto di quel paese! E vedere questo film mi fa venire voglia di rimpinzarmi di burro! Vedere tutte quelle pietanze burrose e prelibate, tuorli d’uovo e burro su foglie di carciofi… Oh che meraviglia!

Una delle due donne è Julia Child, un’americana che per motivi di lavoro del marito, si ritrova a vivere a Parigi, dove non conosce una sola parola di francese. La noia la porta a sperimentare la cucina francese, ma non esistono libri di cucina francese scritti in inglese, il che la porterà a pubblicare un libro per donne inglesi “senza servitù” che vogliono imparare a cucinare le prelibate pietanze francesi. Interpretata da una sorridente Meryl Streep, frizzante e un po’ svampita, che regala continuamente risate.

L’altra è Julie Powell, aspirante scrittrice che una volta cambiato casa con suo marito, con un impiego frustrante, decide ispirata da Julia e dal suo ricettario, di scrivere un blog di cucina francese per donne americane, facendo presente ai proprio lettori con umiltà, tutte le complessità di dover cucinare un’aragosta, o di disossare una gallina, o di cuocere semplicemente un uovo in camicia! La sfida? Preparare 524 ricette in 365 giorni, ricette rigorosamente di Julia Child!

Ho notato con un sorriso, come entrambi i mariti di queste donne siano presenti e importanti nelle loro vite, come le abbiano guidate per mano fino a poter realizzare da sole quello che si erano prefissate e anche di più. Il fatto è che spesso abbiamo bisogno che il nostro compagno di vita ci stimi e ci approvi nelle nostre scelte, che ci sproni, secondo me è fondamentale in un rapporto. Quando l’equilibrio di uno dei due vacilla, bisogna sostenersi a vicenda per ritrovarlo. Stima reciproca e amore, perché non è sempre facile capire l’altro, quando siamo troppo presi da noi stessi. A volte purtroppo quando ce ne accorgiamo è troppo tardi.

Battuta preferita:

“Esiste niente di meglio del burro? Pensateci bene! Tutte le volte che assaggiate qualcosa che è squisito oltre ogni immaginazione e dite “Ma che cosa ci hanno messo?” la risposta quasi sempre sarà: il burro.”

17 ottobre 2010

Benvenuti a Zombieland

Posted in Commedie, Film, Umorismo tagged , , , , , , a 08:06 di tridora89

Il mondo è invaso (indovinate un po’) dai soliti simpaticissimi zombie che vorrebbero teneramente abbracciare e coccolare ogni essere ancora appetitoso in circolazione. Potrebbe non sembrare una novità, ma questo non è il tipo di film che vuole per forza mettere angoscia e paura, anzi! E’ una commedia (udite udite, l’argomento zombie può essere anche divertente ogni tanto), è un road movie, e fornisce utilissime regole per sopravvivere ad un assalto di zombie (meglio essere prudenti, non si sa mai…). In un mondo deserto, dove non solo ci sono pochi zombie, non come siamo abituati di solito, ma anche pochi umani, ogni sopravvissuto cerca la via per la felicità o semplicemente una vita che somigli anche vagamente ad una normale. Un mondo anarchico dove le ragazzine di 12 anni sparano con il fucile, dove la gente può introdursi senza permesso nelle case dei vip senza venire massacrata dalle guardie di sicurezza, dove uccidere i non morti e sopravvivere a tutti i costi è diventato uno stile di vita. Insomma, “Benvenuti a Zombieland”! Dove anche i pagliacci potrebbero essere una minaccia!No aspetta, questo era già stato fatto.

Per certi versi potrebbe sembrare divertente, entrare in un negozio e distruggere tutto solo per il gusto di fare casino, tanto a nessuno interessa. Oppure rubare la macchina a dei poveri sprovveduti fingendosi donzelle in difficoltà. O ancora meglio, uccidere gli zombie nel modo più divertente possibile. C’è chi preferisce buttargli un pianoforte addosso, o chi ama il martello per giocare al lunapark, o chi si arrampica per sparare con la mitragliatrice. Il mondo perfetto per Indiana Jones o Chuck Norris, no?

E in più per continuare a restare umano, basta seguire le regole di sopravvivenza, come ad esempio: allacciare le cinture di sicurezza in macchina, avere uno stile di vita sano senza chili di troppo, non lasciare mai il vostro fucile nemmeno quando siete nel cesso… Roba semplice! Ma quella più importante a parer mio è la n°32: godetevi le piccole cose. Perché in un mondo dove niente ha più valore, si può trarre piacere solo dalle cose piccole per non andare completamente fuori di testa, anche se ciò significa andare in giro a cercare merendine non disponibili in commercio.

Battuta preferita:

“Siamo tutti orfani a Zombieland.”

15 ottobre 2010

Innamorati cronici

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , , , a 00:01 di tridora89

Parlare di vendetta mi fa sempre spuntare un sorriso maligno sulle labbra. Non mi è mai capitato di tramare vendetta verso una persona che mi aveva ferito, però immagino che quando si smetta finalmente di star male, si provi una specie di intrinseco godimento nel veder soffrire la persona in questione. A volte mi spaventa pensare cose del genere, forse perché so cosa sono capace di pensare quando qualcuno di proposito mi riduce il cuore a brandelli, è anche vero che fortunatamente è molto difficile che io provi rancore verso qualcuno, visto che trovo l’indifferenza l’arma migliore contro certe persone. Però ammetto di essere curiosa, mi piacerebbe sapere che cosa si prova quando la propria vendetta finalmente si compie! Sarà vero che alla fine riusciamo a provare solo del profondo disgusto? Sarà vero che in fondo in fondo non siamo mai veramente propensi a far del male di proposito ad una persona a cui abbiamo voluto bene? Sarà vero che l’odio è solo l’inseguimento di un amore passato?

“Innamorati cronici” è una commedia divertente, ma parla di vendetta tra innamorati, i due rispettivi ex che si ritrovano a tramare vendetta contro la nuova coppia felice, in quel caso forse l’interesse comune li avvicina più di quanto riuscirebbe a fare una semplice storia d’amore. E fanno di tutto per farli lasciare, eppure più cercano di allontanarli l’una dall’altro, più i due piccioncini si amano e si avvicinano. Una deliziosa Meg Ryan che in questo film fa la dura in moto, con tanto di giacchetto di pelle e trucco un po’ stile panda, quanto l’adoro così cattivella! Dopotutto l’odio è un sentimento forte almeno quanto l’amore, eppure ci insegnano che l’amore vince sempre perché l’uomo istintivamente preferisce il bene al male. Credo che all’inizio sia così, però poi scattano altri meccanismi, a volte senza vendetta non smettiamo mai di soffrire sul serio, restiamo con quel qualcosa che ci brucia dentro, poi forse dopo un po’, riusciamo anche a perdonare. Ma il riscatto è fondamentale! Arriva un giorno in cui ti svegli e capisci che non ti importa nulla di vendicarti perché i tuoi sentimenti sono diversi, del tutto nuovi.

Proprio all’inizio del film Sam che è un astrologo, ogni mezzogiorno sposta il telescopio per vedere la sua Linda, mentre fa ricreazione con gli alunni, visto che fa la maestra. Lei guarda l’orologio poi insù verso il cielo e si mette a salutare. Sa che lui la sta guardando! La cosa incredibile è che lo farebbe lo stesso, saluterebbe il cielo come una stupida, non può avere la certezza che lui la stia lì, dietro un telescopio in quel momento, ma lo sa, lo sa e basta. L’amore è anche questo: fare la propria parte senza nessuna certezza che l’altro stia facendo la sua, ma nel cuore saperlo, sapere che è così.

Battuta preferita:

“Conosci Superman? Eccolo io sono Superman! E per me la Francia era Krypton, sul pianeta Krypton tutti sono Superman! Tu fai un’ottima salsa ma lì tutti sanno fare un’ottima salsa. Dici “Hello!” a una bella ragazza con il tuo bell’accento francese, ma lì tutti dicono “Helloooo!”. Invece qui, sulla terra dal momento in cui sono arrivato ho capito che qui avevo dei super poteri.”

7 ottobre 2010

(500) giorni insieme

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , a 02:30 di tridora89

Già dalla prima volta che ho visto “(500) giorni insieme” mi è piaciuto da impazzire! L’ho visto all’università in anteprima assoluta, una gentile concessione della 20th Century Fox. Ero con delle mie amiche che studiano in facoltà ed è stato divertente commentare insieme mentre il film scorreva, una specie di evento privato. Ho adorato questo film dalla prima all’ultima scena, forse perché è completamente inaspettato e ogni volta sei catapultato in giorni diversi della vita del nostro protagonista. Eh già, perché tutto il film si svolge nell’arco di 500 giorni dal primo giorno in cui Tom incontra quella che crede la donna della sua vita Sole (in lingua originale si chiama Summer e il film si intitola “(500) days of Summer” in pratica un gioco di parole), fino al giorno 500. Ma non pensiate che i giorni siano mostrati in ordine cronologico! Sarebbe troppo semplice, no? E’ lo spettatore che deve creare la mappa degli eventi e saper abilmente incastrare i pezzi del puzzle per ricostruire l’intera storia. La cosa interessante in effetti è proprio questa: da un giorno tanto felice, ti ritrovi in uno infelice che capita parecchi giorni dopo quello che hai appena visto! Il trucco è il contrasto, il dolce e l’amaro che si susseguono continuamente per darci l’idea dell’instabilità della loro relazione.

Mi è rimasto impresso uno sguardo. Un solo sguardo di Sole, quando subito dopo aver baciato di sua iniziativa Tom, lo guarda per un istante e mentre lui sembra elemosinare ancora un bacio, lei distoglie lo sguardo e si allontana come se nulla fosse. Quando l’ho visto quella prima volta all’università, mi ha fatto ridere, l’ho trovato comico in quell’ambito, ma rivedendolo, mi sono resa conto, che non c’è proprio niente di comico poiché nella vita accade esattamente questo quando due persone si accorgono di provare attrazione l’una per l’altra: c’è esitazione, si fanno passi indietro, o troppi in avanti, e si resta comunque in bilico, senza saper bene cosa puoi o cosa non puoi proprio permetterti di fare. E’ eccitante e disarmante allo stesso tempo, e di nuovo il dolce e l’amaro si contendono la scena: per un attimo pensi “E’ fatta! Si sono baciati!” e poi c’è quello sguardo che sembra smentire tutto.

La scena che porto come emblema dell’amore appena sbocciato in assoluto, è quella dove loro stanno facendo un giro per l’Ikea. Fingono di essere marito e moglie e si divertono a far finta che le stanze siano tutte loro, scherzano sul fatto che i rubinetti non funzionano, o che c’è una famiglia cinese nella “loro” camera da letto. All’inizio di una relazione è sempre così, tutto è fresco e divertente, non si pensa a nessuna conseguenza perché si sta bene e basta: questo è quello che io considero l’innamoramento vero e proprio. Ma quando cominciano i primi dissapori in una storia, diventa tutto meno tollerabile, meno puro, più appesantito dalle diverse direzioni che vogliamo intraprendere rispetto al partner, ritorniamo ad essere egoisti.

Ed è lì, proprio in quel momento, che arriva l’amaro.

Battuta preferita:

“Basta confesso. Adesso è ufficiale. Sono innamorato di lei. Amo il suo sorriso, i suoi capelli, le sue ginocchia, quella piccola voglia a forma di cuore che ha sopra il seno. Amo il modo in cui ogni tanto si inumidisce le labbra prima di parlare. Amo la sua risata, l’espressione che ha quando dorme… Amo il fatto che sento questa canzone ogni volta che penso a lei. Amo quello che provo quando le sto accanto, quella sensazione che tutto sia possibile, insomma, che la vita meriti di essere vissuta.”

30 settembre 2010

La verità è che non gli piaci abbastanza

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , a 21:30 di tridora89

Comincio a guardare “La verità è che non gli piaci abbastanza” e mi chiedo: ma siamo davvero così rincretiniti quando ci piace qualcuno? Oddio spero proprio di no! O almeno io non mi sento di essere così imbranata quando conosco un ragazzo che mi piace. Non ci credo a quelle cavolate del tipo: se ti chiama dopo 2 giorni vuol dire che è interessato, se passa più di una settimana invece no. Mi piace continuare a sperare che la gente non si aggrappi a certe cose assurde per conquistare una persona. E’ logico però che se non ti scrive o non ti richiama è proprio così: non vuole scriverti, non vuole chiamarti! Ma personalmente non mi piace essere legata ad una convenzione sociale: se mi va di chiamare chiamo, se ho voglia di offrire la cena al ristorante la offro, se mi va di baciare io per prima lo faccio. Punto, tutto qui. Penso sia così che si comporti la maggior parte delle persone, essere uno stratega in amore è facile ma se riesci ad essere uno stratega vuol dire che non sei implicato sentimentalmente, quindi non ti piace abbastanza! Quando sei interessato davvero a qualcuno non esistono regole. Non esistono regole in amore.

Però una cosa è assolutamente vera: ci piace credere alle favole, ci piace credere alle “eccezioni” ma di norma lo sappiamo benissimo che se un uomo non chiama, o non ti sposa o ti tradisce, lo fa perché non è interessato o innamorato abbastanza. Poi ci sono le eccezioni che non fanno che confermare la regola, e spesso ci si illude di esserlo, ci dà speranza e ci dà modo di farci trattare spesso come degli zerbini, sia uomini che donne.

Una cosa è certa: quando gli piaci abbastanza sarai la prima a rendertene conto!

Ringrazio tanto la mia J. per avermi consigliato questo film.

Battuta preferita:

“E forse nel lieto fine non è compreso un uomo meraviglioso, forse sei tu da sola, a rimettere insieme i pezzi e a ricominciare, per liberarti in attesa che arrivi qualcosa di meglio in futuro. Forse il lieto fine è solo andare avanti.”

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