3 agosto 2011

Moulin Rouge

Posted in Amore, Drammatico, Film, Musical tagged , , , , , , , , , , , , a 00:46 di tridora89

Lo stile di Baz Luhrmann inconfondibile in ogni sua pellicola, è sempre sorprendente! Tutti i film di questo regista sono originali nella regia e nel montaggio frenetico e allo stesso tempo commuovente, fresco, sempre molto brillante. “Moulin Rouge” poi ha una colonna sonora bellissima poiché è un misto di tutte canzoni conosciutissime, dai Nirvana, passando poi per Elton John, per arrivare a Madonna e infine i Queen. Un cast magnifico inoltre, impossibile non prenderlo in considerazione: una Nicole Kidman e un Ewan McGregor che se la cavano perfettamente anche nel canto.

 Una storia d’amore, è ovvio. Tra la più bella cortigiana del Moulin Rouge e uno scrittore squattrinato pronto a scrivere lo spettacolo del secolo: Spettacolo Spettacolare. Si svolge nel 1899 in piena rivoluzione Bohémien con i classici principi di Libertà, Bellezza, Verità e Amore. Una storia impossibile e commuovente. Ciò che resta impresso sono i colori così brillanti e vividi, i personaggi ben caratterizzati in ogni minimo dettaglio. Tutto bello, anche troppo troppo bello! Per tutti quelli che amano i musical è sicuramente imperdibile.

 Il bello degli amori impossibili è proprio che nascono tra persone diverse, spesso di diversi ranghi sociali, diverse idee, diverse famiglie. Lui si innamora di una prostituta, una donna che è di tutti e di nessuno, e le regala per una sola volta l’ebbrezza dell’essere innamorati. “Quando l’amore si dà al migliore offerente non può esserci fiducia e senza fiducia non c’è amore”. Purtroppo è così, però è anche vero che l’amore supera ogni ostacolo. E poi una storia senza ostacoli non è una storia come si deve, no?

Battuta preferita:

“Mi sento completa qui avvolta nel tuo calore. E per ogni tuo respiro provo amore. Perché dovrei continuare a sognare temendo il giorno in cui finiscono i sogni?”

29 luglio 2011

Walk the line

Posted in Amore, Biografia, Drammatico, Film tagged , , , , , , , , , , , , , , , a 00:58 di tridora89

Il potere che ha una bella canzone è impareggiabile. Peccato che spesso le persone lo dimentichino. Quello che possono farti sentire delle semplici note, miscelate a parole, e sangue e fiato è… indimenticabile. Peccato che spesso le persone non sono davvero in grado di comprenderlo, perché certe cose le capisci solo se le vivi. Quello che può fare la musica è infinito. Fortunatamente il mondo lo capisce, almeno questo.

 “Walk the line” racconta la vita di Jonny Cash, dall’infanzia, per arrivare al successo, alla caduta e infine alla rinascita. È un film che parla di amore, anche. Perché, si sa, nella vita di un grande uomo c’è sempre stata dietro una grande, grandissima donna. La sua musa si chiamava June Carter. Per buona parte del film stai lì convinto che succederà per forza qualcosa tra i due, sono quelle classiche cose che iniziano con una bella lettera “i”. Inevitabili. Ed è vero, scontato, cronico, e succede. Ma in un modo così dolce, inusuale, che quasi si stenta a capire dove inizi, e dove finisca. Che si amano lo si capisce da subito, che lei è la donna dei suoi sogni, lo spettatore lo sa già, come sicuramente lo sapevano anche loro nella vita vera, sapevano di essere fatti l’uno per l’altra. Ma la vita, non sempre ti offre la possibilità di realizzare i tuoi sogni all’istante. Passano mesi, anni addirittura e infine, ti dà quell’occasione finalmente. E in tutto questo tempo che credi di aver perso, invece hai costruito l’idea di un sogno e poi hai l’opportunità, rara, di realizzarlo. Se insegui una cosa per così tanto tempo, non lasci a nessuno portartela via.

 Di questo film è bello questo. La figura di lui che la vuole a tutti i costi. Lei, così sfuggente e ferma nelle decisioni, ma sua comunque e sempre sua amica. Vicina come solo una donna amorevole può essere. Perfino quando tutto andava a puttane, perfino contro la droga, la tristezza, la vita che ti sfugge all’improvviso tra le dita… perfino in quel momento, c’era lei, sempre e solo lei. Poi essere un musicista, chi non è del mestiere non comprende mai fino in fondo, e forse loro erano una coppia vincente anche per questo. Si comprendevano, in tutto. L’emozione di salire su un palco non si può descrivere a parole. Sentire le note uscire dalla tua chitarra non è una cosa che si riesce bene a spiegare. Chi non lo sa, si perde un pezzo di quella persona, perché quando canti o suoni o balli, la musica ti regala qualcosa che nessun altro può. Peccato per tutti quelli che non hanno la musica nel cuore.

 La scena più bella in assoluto è quando lui le chiede di sposarla sul palcoscenico, durante una loro esibizione. E alla fine… Non ve lo dico va’… Godetevelo!

Battuta preferita:

“Perciò ho imparato ad essere spiritosa, per avere qualcosa da offrire.”

8 luglio 2011

La dura verità

Posted in Amore, Commedie, Film, Umorismo tagged , , , , , , , , a 14:31 di tridora89

Questa è una di quelle commedie romantiche che non te le manda a dire. Non a caso si chiama “La dura verità” esattamente come il programma televisivo condotto da Mike, e Abby è la sua produttrice. Si odiano cordialmente. Lui è convintissimo che agli uomini interessa solo godersi la vita e che le relazioni vere non esistano, mentre Abby è in cerca di una relazione solida e dell’uomo che rispecchi la sua idea di principe azzurro, con una lunghissima lista di credenziali. Sarà Mike che cercherà di aiutarla a conquistare il fantastico dottore, per dimostrare che le sue teorie sugli uomini e sull’amore sono veritiere. Si accorgeranno presto, entrambi, che non hanno pienamente ragione nessuno dei due. Alla fine la verità sta nel mezzo come in tutte le cose, no?

Una commedia un po’ cattiva, che dice tante verità e tante bugie al tempo stesso. Frizzante e diretta, che non fa di certo mancare moltissime risate, tra mutandine vibranti, scimmie bonobo e “simpatiche ragazze seminude che lottano nella gelatina”. Una cosa però è certa, se le donne spesso sono maniache del controllo e vorrebbero a tutti i costi cercare di cambiare un uomo per farlo assomigliare a ciò che vorrebbero davvero; gli uomini invece a volte non hanno il coraggio di prendere delle decisioni, sono insicuri e impauriti, ma non lo ammetteranno mai. Ma la dura verità è che gli uomini e le donne sono diversi e hanno esigenze e desideri diversi, ma è vero anche che le coppie più improbabili, spesso sono quelle vincenti! E forse sarà facile conquistare una donna con le chiacchiere, come un uomo con un bel push up, ma in fin dei conti, ciò che conta veramente è essere se stessi, o ci si innamorerà di una persona che non esiste affatto!

Se volete farvi quattro risate ogni tanto, questo è il film che vi consiglio!

Battuta preferita:

“Sei innamorato di me… perché?”

“Bella domanda del cazzo! Ma è vero.”

12 dicembre 2010

Love actually

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , , , , , a 02:36 di tridora89

Quando comprai il dvd di “Love actually” notai fin da subito che sulla superficie c’era il disegno di un cuore frammentato, attratta e ispirata da questo disegno feci un collage con dei pezzi di giornali rigorosamente rossi, imitando il cuore del film. Mi dicevo che ognuno di noi ha un cuore così, frammentato, e che ogni piccolo pezzettino rappresenta una persona, che è entrata nella nostra vita, ci compone come un puzzle. Invece mi sono resa conto, rivedendo il film proprio questa sera che il cuore di una persona non è composta da tanti piccoli pezzetti, ma è l’amore stesso ad essere composto da tante storie, il nostro cuore non ha pezzi come i puzzle perché spesso è composto da un solo grande pezzo, quello che occupa la persona che amiamo davvero, il nostro vero amore.

Ormai si avvicina Natale e non potevo non parlare di questa commedia che ho amato fin dalla prima visione, ricordo che ero con la mia amica Ilaria al cinema, molti anni fa, mi aspettavo qualcosa di più stupido, la classica commedia di Natale, invece no. Anche se il tema è banale, visto e rivisto, “Love actually” colpisce al cuore. Per il montaggio dinamico, per le storie intrecciate con maestria… Si parla di storie, si parla di Natale e si parla di amore. Come dice il film “L’amore è dappertutto” se sai guardare bene intorno a te. E Natale è decisamente il momento migliore per parlare di amore, forse perché a Natale si accendono sogni, si spera in un futuro migliore, ci sono i regali, il clima natalizio, insomma tutte queste cose melense sembrano avere più valore in questo periodo. Chissà perché…

Una escalation di eventi a partire da 5 settimane prima di Natale con un crescendo di emozioni, fino ad arrivare al gran finale la Vigilia di Natale dove tutto si riunisce in un’esplosione di emozioni e assurdità, inverosimile ma verosimile allo stesso tempo. E’ bello credere in questi film anche perché delle volte anche la vita ci sorprende tanto da sembrarci un film, e lo sappiamo, lo sappiamo benissimo in fondo.

Battuta preferita:

“Ogni volta che sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all’area degli arrivi dell’aeroporto. E’ opinione generale che viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d’accordo. Per me l’amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di nota ma comunque c’è. Padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici. Quando sono state colpite le torri gemelle per quanto ne so nessuna delle persone che stava per morire ha telefonato per parlare di odio o vendetta. Erano tutti messaggi d’amore. Io ho la strana sensazione che se lo cerchi scoprirai che l’amore davvero è dappertutto.”

25 novembre 2010

Lilo & Stitch

Posted in Animazione, Film tagged , , , , , a 22:46 di tridora89

Che cosa potrebbe accadere quando un esperimento alieno creato soltanto con lo scopo di distruggere tutto ciò che incontra si ritrova costretto ad evadere su un’isoletta in mezzo all’oceano? L’esperimento 626 viene adottato da una dolce bambina orfanella chiamata Lilo che vive con sua sorella che lo chiama Stitch. Il piccolo alieno distruttore accompagnato dalle note di “the King” arriverà a comprendere il valore di avere una famiglia, dove nessuno viene abbandonato o dimenticato. Nonostante tutti i guai, assistenti sociali, onde del mare, alieni cattivi, ci sono tante belle cose da imparare da un semplice cartone animato vecchio stile della Disney. Uno dei film più teneri con i protagonisti dal naso a patata e un po’ cicciotti. Lilo sembra una piccola pallina dagli occhioni marroni e Stitch ha delle espressioni dolcissime. Ecco a voi “Lilo & Stitch”.

Il bello dei cartoni animati è anche il fatto che si parte da una situazione iniziale sfavorevole per il protagonista per poi finire col raggiungere la tanto desiderata felicità. Mi vengono in mente film come “Cenerentola” o “Biancaneve e i sette nani” ma in questo caso la situazione non è proprio recuperabile a pieno, si può migliorare si, ma la visione è comunque piuttosto realistica (togliendo il fatto che Stitch è un alieno). Nonostante tutto, per quanto alla fine siano felici lo stesso, Lilo e sua sorella saranno sempre sole, senza più genitori, trovano però una diversa serenità riescono a costruire qualcos’altro. Questo ci dimostra che con l’impegno e la forza d’animo perfino le situazioni più difficili si possono affrontare, si soffre ma possiamo comunque affrontare la vita con un sorriso. Come scrisse qualcuno non ricordo bene le parole esatte, ma dicevano più o meno così: “Le favole non ci insegnano solo che esistono i draghi, ma che possiamo sconfiggerli!”

Battuta preferita:

“Ohana significa famiglia e famiglia significa che nessuno viene abbandonato. Ma se vuoi andartene puoi farlo io mi ricorderò di te, mi ricordo tutti quelli che se ne vanno.”

4 novembre 2010

Kung fu panda

Posted in Animazione, Film, Umorismo tagged , , , , , a 00:35 di tridora89

“Kung fu panda” ci svela i segreti della lontanissima Cina, con la raffinata arte del Kung fu insegnata però ad un panda ciccione che cucina spaghetti. Il guerriero dragone non è nient’altro che un panda in sovrappeso! Nessuno crede in lui per primo lui stesso. Dovrà combattere per prendere in mano il proprio destino e dimostrare ciò che può fare davvero. Oltre a strappare molte risate questo film d’animazione insegna una lezione importante: siamo noi per primi a dover credere in noi stessi. Le redini del nostro destino le possiamo prendere in mano quando vogliamo basta solo crederci davvero. Il caso è una cosa che non esiste. Ok, questo a soli 21 anni non so quanto sia vero, so che ci capitano cose, che la nostra vita ogni tanto si stravolge e ci lascia stupefatti, non so se si possa chiamare caso o destino, non so che parola vada meglio per quello che ci succede ogni giorno! Ma sicuramente so che ogni persona insegue qualcosa durante il corso della propria vita, il punto non è se riesca o no a raggiungerla, ma come abbia cercato di farlo e quello che ha incontrato lungo la strada. Il viaggio verso qualcosa è la cosa più importante. Non sono gli eventi speciali! Quelli sono rari e spesso illusori, è tutto quello che c’è in mezzo che ci dice quello che siamo. Come reagiamo tra un evento e l’altro.

La gente dovrebbe vedere più spesso i film per bambini perché credo che la maggior parte delle volte dicano cose molto più interessanti di quanto non facciano dei comuni film divertenti o meno che siano, vi basta pensare a tutte le schifezze commerciali che ci propinano ogni santo Natale! Roba come “Natale a New York”, e compagnia bella… Roba italiana naturalmente, intendiamoci! Qualsiasi americano non si abbasserebbe mai a fare una slapstick comedy (la classica commedia demenziale) con solo tette e culi cadendo così in basso! E badate che mi sono sorbita tutti gli “American Pie” e li ho trovati a loro modo apprezzabili. Almeno il messaggio di fondo c’è sempre e solitamente è positivo.

Rivalutate i film di animazione, potrebbero sorprendervi!

Battuta preferita:

“L’ingrediente segreto è… niente! Non esiste un ingrediente segreto! Per rendere una cosa speciale devi solo credere che sia speciale!”

2 novembre 2010

Come tu mi vuoi

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , , , a 02:11 di tridora89

Viviamo in un mondo in cui l’immagine è tutto. Come porti i vestiti, come ti muovi, i gingilli che indossi dicono agli altri che ti guardano chi sei. E’ un mondo fatto di occhi che guardano. E vieni anche giudicato per questo! Credono di sapere tutto di te con un’occhiata. La bellezza interiore, i valori, le virtù non contano niente nella nostra società. Io credo che le persone in ogni caso dovrebbero valorizzare loro stesse e indossare quello che più rispecchia la loro personalità. E poi sarebbe anche carino che magari oltre ad un bell’aspetto ci fosse anche qualcosa di intelligente da dire, anche se è una cosa piuttosto rara. Sarà per caso una specie di massima? Una statistica di quelle inversamente proporzionale? Uno più è bello e più è completamente deficiente? Certo, avere le labbra a canotto e un paio di taglie in più nel reggiseno conferiscono una specie di girlpower, il potere della seduzione, ma poi? Veniamo veramente valutati per quello che siamo? O troviamo solo una sfilza di gente che apprezza il nostro involucro ma che non è assolutamente interessato a conoscere cosa abbiamo dentro?

In “Come tu mi vuoi” Giada è una ragazza semplice la classica secchiona odiosa, le piace studiare all’università, è convinta che sia più giusto essere apprezzata per quello che ha in testa che per il suo aspetto, che inizialmente è abbastanza repellente per i giovani ragazzi suoi coetanei. Indossa i maglioni della nonna e non ha la minima idea di cosa sia lo stile e nemmeno gliene importa. Si incazza nel vedere che basta avere una bella faccia per passare un esame perché crede nella meritocrazia. Un incontro e tutto cambia. Ha voglia di essere migliore, di cambiare un po’ di se stessa per conquistare il cuore di Riccardo un ragazzo ricco a cui fa ripetizioni, che frequenta le persone e i posti più esclusivi di Roma. Metterà in discussione le sue certezze per essere come lui la vuole, vorrà restare se stessa ma si farà corrompere dal potere del sex-appeal, notando che tutto è più semplice se ci si slaccia la camicetta di un bottone in più!

Visto che pongo sempre domande lanciate nell’etere di internet, stavolta vi chiedo: quanto sia giusto cambiare per piacere ad una persona? Provare a piacere agli altri, quanto condiziona le nostre scelte in tutto?

Battuta preferita:

“Fidati caro se una così potesse mettere le manine su ciò che disprezza tanto, nel giro di qualche istante te la ritroveresti a difenderlo con le unghie, come se fosse sempre stato suo.”

31 ottobre 2010

The nightmare before Christmas

Posted in Animazione, Film, Musical tagged , , , , , , a 20:00 di tridora89

Oramai è una tradizione che io veda almeno una volta all’anno “The nightmare before Christmas” del grandissimo Tim Burton in occasione di Halloween. E’ un film magico dove i protagonisti non sono attori veri, ma dei pupazzi che si muovono, per una fissata con i peluche come me, è stato amore a prima vista. Tutto eseguito in stop-motion, movimento per movimento, scatto per scatto, espressione dopo espressione! Semplicemente geniale. Devo dire che Tim Burton è il mio regista preferito da sempre, ha una sensibilità e una creatività oltre ogni immaginazione.

Sono fan sfegatata di Jack Skeletron il re delle zucche protagonista di questo lungometraggio (Skellington in lingua originale) un tipo alto alto e scheletrico il re del paese di Halloween. In cerca di se stesso si ritrova nel paese del Natale e cerca di portare una ventata di felicità e di gioia nel paese di Halloween e coinvolgere tutti i suoi amici bizzarri e terrificanti nella festività natalizia! Peccato che Jack non sa la vera natura della festa del Natale per questo cerca in tutti i modi di comprendere questa festività di gioia e amore nonostante sia lontana anni luce dal suo stile di vita. Poi mi piace anche il personaggio di Sally la bambola di pezza, tutta tagli e cicatrici, imbottita di foglie secche, con l’andamento goffo, gli occhioni dolci e i capelli rossi. La cura per anche tutti gli altri personaggi è completa, sia nel carattere che nell’aspetto, creati tutti dalla fantasia di Tim Burton.

Di solito preferisco le versioni originali dei film perché a volte il doppiaggio non è il massimo, ma Renato Zero che interpreta le canzoni è veramente eccezionale, in italiano mi dispiace dirlo ma ha una marcia in più, anche se consiglio di vederlo comunque in tutte e due le versioni.

E voi? Come la passate la notte delle streghe?

HAPPY HALLOWEEN!

Battuta preferita:

“Ho dentro me che cosa non so, un vuoto che non capirò, lontano da quel mondo che ho c’è un sogno che spiegarmi non so.”

29 ottobre 2010

French kiss

Posted in Amore, Commedie, Film a 16:39 di tridora89

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E se una femme fatale vi rubasse l’uomo da sotto il naso, all’improvviso? Non prendereste l’aereo da Toronto per viaggiare fino a Parigi per riportarlo indietro da voi e rimandare la squallida puttanella da dove è venuta? Quasi tutte le donne un po’ disperate, che hanno un po’ di palle e che sono innamorate, lo farebbero! E’ quello che fa Kate in “French kiss” e pensare che l’unico motivo per cui non era partita con il suo fidanzato era per paura di volare in aereo, invece ha finalmente il coraggio di prendere l’aereo da sola (per di più) per andare a recuperare quello stronzo che ha preferito una bomba sexy in vestitini corti e una faccia da schiaffi! Cosa non si farebbe per amore eh?! Incroyable, no?

Eppure una volta atterrata a Parigi le succede di tutto, poveretta. E recuperare il fidanzato adultero sembra quasi passare in secondo piano. Il classico esempio di come niente va come ti aspetti. Fortuna che ha con sé Luc, in un certo senso il suo angelo custode. Ma si sa che nessuno aiuta gli altri senza ricevere qualcosa in cambio. E Luc è un ladruncolo che cerca solo di riprendersi il suo collier che ha lasciato nella borsa di Kate, ignara di tutto. Meg Ryan riesce a rendere anche la commedia sempre frizzante, come nessun’altra attrice! E’ spontanea, espressiva e decisamente adorabile, con quel suo look sbarazzino e sobrio. Adoro vederla camminare, disperarsi, e ancora rendersi un po’ ridicola delle volte, semplice e speciale al tempo stesso. E’ come tutte le donne dovrebbero essere: se stesse!

E di nuovo torna Parigi, Cannes, Nizza, la Francia con i suoi formaggi puzzolenti e buonissimi. E siamo continuamente in viaggio, sballottati qua e là, ma possiamo vedere spesso la Tour Eiffel di sfondo, a rassicurarci e ripeterci dove diavolo siamo. Amo, amo, amo Parigi! Penso che ormai l’abbiate capito.

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Battuta preferita:

“Ho paura che non voglia piu ritornare da me… e allora soffrirò così tanto che darò i numeri e non sarò più capace di amare nessuno!”

“Adesso lo dici ma dopo un po’ lo dimenticheresti. Prima dimenticheresti il suo mento, poi il suo naso, e dopo un po’ avresti il tuo da fare a ricordare esattamente il colore dei suoi occhi, e un giorno disparito. La sua voce, il suo odore, il suo ghigno, disparito per sempre e tu potresti ricominciare da capo.”

28 ottobre 2010

Julie & Julia

Posted in Commedie, Film tagged , , , , , , , , a 18:25 di tridora89

Quando si passa un momento di crisi abbiamo sempre bisogno di aggrapparci a qualcosa: c’è chi si butta a braccia aperte verso una nuova avventura amorosa, chi cerca di comprendere che cosa farà nella vita, chi coltiva un hobby tralasciato da tempo, chi decide di inseguire un sogno chiuso in un cassetto. Tutto sta nel distrarsi! Nel cercare di ritrovare noi stessi, da qualche parte sotterrati chissà dove. “Julie & Julia” è un film tratto da due storie vere, di due donne completamente diverse vissute in epoche diverse, ma che hanno reagito allo stesso modo di fronte ad una crisi emotiva: la cucina francese. Chi mi conosce abbastanza saprà sicuramente che adoro la Francia! Mi piace tutto di quel paese! E vedere questo film mi fa venire voglia di rimpinzarmi di burro! Vedere tutte quelle pietanze burrose e prelibate, tuorli d’uovo e burro su foglie di carciofi… Oh che meraviglia!

Una delle due donne è Julia Child, un’americana che per motivi di lavoro del marito, si ritrova a vivere a Parigi, dove non conosce una sola parola di francese. La noia la porta a sperimentare la cucina francese, ma non esistono libri di cucina francese scritti in inglese, il che la porterà a pubblicare un libro per donne inglesi “senza servitù” che vogliono imparare a cucinare le prelibate pietanze francesi. Interpretata da una sorridente Meryl Streep, frizzante e un po’ svampita, che regala continuamente risate.

L’altra è Julie Powell, aspirante scrittrice che una volta cambiato casa con suo marito, con un impiego frustrante, decide ispirata da Julia e dal suo ricettario, di scrivere un blog di cucina francese per donne americane, facendo presente ai proprio lettori con umiltà, tutte le complessità di dover cucinare un’aragosta, o di disossare una gallina, o di cuocere semplicemente un uovo in camicia! La sfida? Preparare 524 ricette in 365 giorni, ricette rigorosamente di Julia Child!

Ho notato con un sorriso, come entrambi i mariti di queste donne siano presenti e importanti nelle loro vite, come le abbiano guidate per mano fino a poter realizzare da sole quello che si erano prefissate e anche di più. Il fatto è che spesso abbiamo bisogno che il nostro compagno di vita ci stimi e ci approvi nelle nostre scelte, che ci sproni, secondo me è fondamentale in un rapporto. Quando l’equilibrio di uno dei due vacilla, bisogna sostenersi a vicenda per ritrovarlo. Stima reciproca e amore, perché non è sempre facile capire l’altro, quando siamo troppo presi da noi stessi. A volte purtroppo quando ce ne accorgiamo è troppo tardi.

Battuta preferita:

“Esiste niente di meglio del burro? Pensateci bene! Tutte le volte che assaggiate qualcosa che è squisito oltre ogni immaginazione e dite “Ma che cosa ci hanno messo?” la risposta quasi sempre sarà: il burro.”

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