28 ottobre 2010

Julie & Julia

Posted in Commedie, Film tagged , , , , , , , , a 18:25 di tridora89

Quando si passa un momento di crisi abbiamo sempre bisogno di aggrapparci a qualcosa: c’è chi si butta a braccia aperte verso una nuova avventura amorosa, chi cerca di comprendere che cosa farà nella vita, chi coltiva un hobby tralasciato da tempo, chi decide di inseguire un sogno chiuso in un cassetto. Tutto sta nel distrarsi! Nel cercare di ritrovare noi stessi, da qualche parte sotterrati chissà dove. “Julie & Julia” è un film tratto da due storie vere, di due donne completamente diverse vissute in epoche diverse, ma che hanno reagito allo stesso modo di fronte ad una crisi emotiva: la cucina francese. Chi mi conosce abbastanza saprà sicuramente che adoro la Francia! Mi piace tutto di quel paese! E vedere questo film mi fa venire voglia di rimpinzarmi di burro! Vedere tutte quelle pietanze burrose e prelibate, tuorli d’uovo e burro su foglie di carciofi… Oh che meraviglia!

Una delle due donne è Julia Child, un’americana che per motivi di lavoro del marito, si ritrova a vivere a Parigi, dove non conosce una sola parola di francese. La noia la porta a sperimentare la cucina francese, ma non esistono libri di cucina francese scritti in inglese, il che la porterà a pubblicare un libro per donne inglesi “senza servitù” che vogliono imparare a cucinare le prelibate pietanze francesi. Interpretata da una sorridente Meryl Streep, frizzante e un po’ svampita, che regala continuamente risate.

L’altra è Julie Powell, aspirante scrittrice che una volta cambiato casa con suo marito, con un impiego frustrante, decide ispirata da Julia e dal suo ricettario, di scrivere un blog di cucina francese per donne americane, facendo presente ai proprio lettori con umiltà, tutte le complessità di dover cucinare un’aragosta, o di disossare una gallina, o di cuocere semplicemente un uovo in camicia! La sfida? Preparare 524 ricette in 365 giorni, ricette rigorosamente di Julia Child!

Ho notato con un sorriso, come entrambi i mariti di queste donne siano presenti e importanti nelle loro vite, come le abbiano guidate per mano fino a poter realizzare da sole quello che si erano prefissate e anche di più. Il fatto è che spesso abbiamo bisogno che il nostro compagno di vita ci stimi e ci approvi nelle nostre scelte, che ci sproni, secondo me è fondamentale in un rapporto. Quando l’equilibrio di uno dei due vacilla, bisogna sostenersi a vicenda per ritrovarlo. Stima reciproca e amore, perché non è sempre facile capire l’altro, quando siamo troppo presi da noi stessi. A volte purtroppo quando ce ne accorgiamo è troppo tardi.

Battuta preferita:

“Esiste niente di meglio del burro? Pensateci bene! Tutte le volte che assaggiate qualcosa che è squisito oltre ogni immaginazione e dite “Ma che cosa ci hanno messo?” la risposta quasi sempre sarà: il burro.”

13 ottobre 2010

Lie to me

Posted in Serie tv, Thriller tagged , , , a 00:05 di tridora89

Spesso le persone mentono. Il compito di Cal Lightman il protagonista della serie “Lie to me” interpretato da un eccezionale Tim Roth, è di scoprire chi mente e perché. Non mi piace mentire in generale, e in quei rari casi in cui lo faccio è solo perché convinco me stessa della versione dei fatti, cioè in verità non sto mentendo agli altri, sto mentendo a me stessa per convincermi delle mie stesse parole. Fino a che delle volte non ricordo più quale sia la verità. Poi ci sono dei momenti in cui mi riaffiora alla mente un istante, quello in cui ho deciso che era andata in maniera diversa e ricordo qual’è la verità. Ma tutti mentono a se stessi, lo fanno per prendere decisioni importanti, ci convinciamo e illudiamo continuamente. Pensateci bene! Ci convinciamo che il nostro lui o la nostra lei ci ami, crediamo a noi stessi quando ci ripetiamo che andrà tutto per il meglio, soffochiamo la verità quando qualcosa ci ferisce e la manipoliamo a nostro piacimento per non farci troppo male. Abbiamo racchiuso dietro un muro la nostra versione dei fatti.

Mi sono appassionata a questa serie perché le bugie mi hanno sempre affascinato, mentire è un’arte che si coltiva lentamente e con fatica. Mi è facile individuare chi mente guardandolo negli occhi, ho fatto molta pratica nel corso degli anni con chi mi era intorno, ci sono i classici bugiardissimi che ingigantiscono le cose per elogiare loro stessi, come se si lodassero da soli. Poi ci sono quelli che mentono spudoratamente e poi ti rigirano la frittata per cercare di far ricadere la colpa su di te. O quelli peggiori di tutti che ti guardano negli occhi e ti mentono, ma hanno la gran bella faccia tosta di dirtelo in faccia, e ti convincono solo perché ti guardano mentre ti ripetono una frasetta del cazzo che si sono ripetuti cento volte in testa per riuscire a dirtela così, in viso non cogli nessuna emozione, perché non ne provano in quel momento.

Inoltre questa serie è utile per chi vuole smascherare i bugiardi in giro per il mondo, ormai per me è diventata un’ossessione! Mi guardo intorno e cerco di cogliere le micro espressioni nemmeno fossi un detective. E’ utile avere una chiave di lettura e non andare sempre a intuito. Tim Roth in questa serie è più figo che mai! Già lo stimavo quando ha interpretato Novecento ne “La leggenda del pianista sull’oceano” o Mr. Orange in “Le iene”, ma in questo caso tutta la serie vale anche solo per vedere ogni volta la sua fronte corrugata quando cerca di cogliere le espressioni degli indiziati durante gli interrogatori. E non parliamo della sigla d’entrata, non so esattamente perché ma ne vado matta! E’ pulita, con tutti quei volti, quei primissimi piani sui particolari… La mia sigla preferita, finora.

Scene preferite:

Istruttivo ogni interrogatorio! Geniali le domande indiscrete, quelle fatte a bruciapelo. E poi quello sguardo di chi conosce la verità. Da manuale sia nella recitazione che nella sceneggiatura!

5 ottobre 2010

The big bang theory

Posted in Fantascienza, Serie tv, Umorismo tagged , , , , , a 14:28 di tridora89

Sapete? Mi hanno sempre dato i nervi quelle serie tv divertente dove si sentono le risate sotto! Perché qualcuno dovrebbe suggerirmi quando ridere? Credono forse non si capiscano le battute? In ogni caso per “The big bang theory” ho dovuto fare un’eccezione, mi sono dovuta sorbire 3 stagioni intere (più 2 puntate della quarta) costellate di risate idiote. Ormai ci ho fatto l’orecchio e quando capita qualcosa di divertente nella mia vita reale, sento una specie di flebile risatina risuonare malefica nell’orecchio!

Per quanto riguarda la serie tv è davvero divertente, soprattutto se siete almeno un pochino nerd per apprezzare a pieno ogni battuta. Io purtroppo non riesco a coglierle tutte ma ritengo che il citazionismo sia molto intelligente in questo caso. Quindi se siete una persona che non si intente di fumetti, se non sapete cosa sia Linux, o se non avete la più pallida idea di chi sia Spock, lasciate stare! Questa non è decisamente la serie per voi!

Mi rallegro del fatto che esista una serie dove i nerd sono i protagonisti, da sfigati a star! Sembra quasi che le persone inappropriate siano invece le “belle ma stupide”, come la nostra povera Penny che ce la mette tutta, ma proprio non ci arriva! Tutte le stagioni seguono lo stesso spirito (fino ad ora) e spesso un argomento si esaurisce in una sola puntata e ci si fa riferimento solo con qualche frase tanto per non perdere il filo della storia. A parte i 5 protagonisti gli altri personaggi entrano ed escono senza fare troppo rumore. Perlomeno non si resta appesi come nelle soup opera!

Scene preferite:

Ogni volta che Sheldon e Penny poiché malati, si cantano la canzoncina “Soft kitty” non succede spesso ma quando avviene, fa sempre morire dal ridere! Tra l’altro è in omaggio a queste scene che la mia micetta si chiama Shelly, la mia soft kitty! Ecco il testo:

“Soft kitty, warm kitty

little ball of furr

happy kitty, sleepy kitty

purr purr purr”.


25 settembre 2010

C’è posta per te

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , a 00:17 di tridora89

Credo che ogni persona sulla faccia della terra convinta che ci si possa innamorare in chat, abbia visto almeno una volta “C’è posta per te”! E’ inevitabile! Poiché nessun film può descrivere meglio l’amore nato con delle innocue e-mail, solo lettere virtuali. Nessun contatto se non con la tastiera di un aggeggio elettronico. Solo innocue dita che pigiano su innocui tasti, perché inizia tutto così: per gioco! E così Kathleen e Joe si amano dietro ad un computer, ma nella vita reale si detestano. Oh, quanto è romantico! Inoltre secondo me, Meg Ryan e Tom Hanks insieme sono una coppia ben assortita, lo erano già in “Insonnia d’amore”.

Adoro gli americani! E’ uno di quei film che ti fa innamorare di New York, non te la mostra scintillante e caotica, la Grande Mela è quasi come un’immensa Londra americana, ovunque si respira aria di Stati Uniti: è tutto così metropolitano, pulito, e anche un po’ spoglio. Sentore di grattacieli ma mai mostrati nella loro interezza. Poi c’è il profumo di autunno, ma non come quello deprimente della Gran Bretagna, è un autunno freddo ma assolato, malinconico ma non troppo. E’ una New York meravigliosa, piena di foglie ingiallite e matite ben temperate. E’ bello sentire in bocca il sapore del caffè di Starbucks, un caffè che qualsiasi italiano non riuscirebbe a bere, eppure avresti voglia di essere lì anche tu a fare la fila per un pessimo caffè annacquato che in qualsiasi altro posto del mondo non compreresti mai.

La scena finale è una delle mie preferite in assoluto. Kathleen nel suo sobrio vestitino che lo attende nel parco pieno di fiori, non sa che faccia abbia e si guarda intorno, in attesa. Poi sente una voce chiamare il nome di Brinkley: è il nome del famoso cane del suo amico di “penna”. Intanto cominciano le prime note di “Somewhere over the raimbow”. Lo vede arrivare finalmente! Ed è proprio lui, il suo peggior nemico di cui ormai si è innamorata anche nella vita reale. Sorride sorpresa: “Volevo tanto che fossi tu, volevo che fossi tu con tutta me stessa” piange e lui le asciuga le lacrime. Si baciano.

Dio quanto adoro gli americani! L’avevo già detto?

Battuta preferita:

“Non vai pazza per New York in autunno? Mi fa venire voglia di comprare quaderni e matite. Ti manderei un bouquet di matite ben temperate se sapessi il tuo nome e indirizzo. D’altra parte non sapere niente di te ha il suo fascino.”