12 dicembre 2010

Love actually

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , , , , , a 02:36 di tridora89

Quando comprai il dvd di “Love actually” notai fin da subito che sulla superficie c’era il disegno di un cuore frammentato, attratta e ispirata da questo disegno feci un collage con dei pezzi di giornali rigorosamente rossi, imitando il cuore del film. Mi dicevo che ognuno di noi ha un cuore così, frammentato, e che ogni piccolo pezzettino rappresenta una persona, che è entrata nella nostra vita, ci compone come un puzzle. Invece mi sono resa conto, rivedendo il film proprio questa sera che il cuore di una persona non è composta da tanti piccoli pezzetti, ma è l’amore stesso ad essere composto da tante storie, il nostro cuore non ha pezzi come i puzzle perché spesso è composto da un solo grande pezzo, quello che occupa la persona che amiamo davvero, il nostro vero amore.

Ormai si avvicina Natale e non potevo non parlare di questa commedia che ho amato fin dalla prima visione, ricordo che ero con la mia amica Ilaria al cinema, molti anni fa, mi aspettavo qualcosa di più stupido, la classica commedia di Natale, invece no. Anche se il tema è banale, visto e rivisto, “Love actually” colpisce al cuore. Per il montaggio dinamico, per le storie intrecciate con maestria… Si parla di storie, si parla di Natale e si parla di amore. Come dice il film “L’amore è dappertutto” se sai guardare bene intorno a te. E Natale è decisamente il momento migliore per parlare di amore, forse perché a Natale si accendono sogni, si spera in un futuro migliore, ci sono i regali, il clima natalizio, insomma tutte queste cose melense sembrano avere più valore in questo periodo. Chissà perché…

Una escalation di eventi a partire da 5 settimane prima di Natale con un crescendo di emozioni, fino ad arrivare al gran finale la Vigilia di Natale dove tutto si riunisce in un’esplosione di emozioni e assurdità, inverosimile ma verosimile allo stesso tempo. E’ bello credere in questi film anche perché delle volte anche la vita ci sorprende tanto da sembrarci un film, e lo sappiamo, lo sappiamo benissimo in fondo.

Battuta preferita:

“Ogni volta che sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all’area degli arrivi dell’aeroporto. E’ opinione generale che viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d’accordo. Per me l’amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di nota ma comunque c’è. Padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici. Quando sono state colpite le torri gemelle per quanto ne so nessuna delle persone che stava per morire ha telefonato per parlare di odio o vendetta. Erano tutti messaggi d’amore. Io ho la strana sensazione che se lo cerchi scoprirai che l’amore davvero è dappertutto.”

1 ottobre 2010

La regina dei dannati

Posted in Drammatico, Film, Horror tagged , , , , , , a 23:55 di tridora89

“La regina dei dannati” è stato in assoluto il primo film che ho visto sui vampiri, quando ancora non erano una moda delle teen-ager di oggi. Eravamo a casa mia, io e altre due mie amiche, strette strette sul divano a mangiare pop corn, finalmente lo stavo guardando dopo essermi incuriosita da Kia che tanto me ne aveva parlavto. Mi è piaciuto subito tutto: l’attore che impersona Lestat il protagonista, le musiche molto rock e gothic, proprio come piacciono a me, le atmosfere notturne e caotiche, quelle che ti danno l’idea del tempo che fugge via. E Kia seduta con noi sul divano cantava tutte le canzoni sottovoce mentre il film andava avanti. Quel film era emozione per me e fascino, una carica sessuale molto pronunciata che non mi era mai arrivata da nessun altro film.

Sono stata davvero felice di averlo rivisto dopo tanto tempo e soprattutto di riprovare quasi le stesse emozioni di qualche anno prima. E’ un film completo, che ha una bella trama, originale per gli anni in cui è stato girato, bel cast di attori, una buona regia, e un’accattivante colonna sonora. E’ un’altra cosa quando ti vedi un film e conosci alla perfezione tutte le canzoni che la compongono, che sono legate a tanti altri ricordi, distaccati del tutto dal film, ricordi che invece fanno parte della tua vita.

Oltre alla bellezza estetica del film, le tematiche che affronta mi hanno colpito e forse un po’ scosso. Il vampiro Lestat che vuole essere ricordato, vanesio e narcisista, l’immortale senza cuore che invidia gli uomini perché ogni momento che passano potrebbe essere l’ultimo, il non morto che teme la solitudine; si risveglia nel nostro tempo dopo un lungo sonno e diventa una rock star per cercare di appagare il suo ego. Noi uomini mortali che temiamo tanto la morte, come potremo passare l’eternità? Sempre giovani, sempre uguali, sempre al di sopra del tempo… Io credo sia bello solo per un po’ il non dover mai morire, non sentirti il peso degli anni addosso, non veder mai comparire una ruga sul viso, rimanere giovane e perfetto per sempre. Ma una volta che sei solo, che tutte le persone che sono intorno a te umane sono morte perché è passato il loro tempo, quanto valore ha quello che fai, quello che provi, quello che vorresti? Una volta esauriti gli obiettivi e sei comunque da solo, niente ha più un valore, niente ha più un senso. Lo trovo struggente e affascinante al tempo stesso.

Battuta preferita:

“I vampiri non dimenticano i vecchi rancori, li coltivano.”

26 settembre 2010

Un matrimonio all’inglese

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , a 15:08 di tridora89

Consigliata della mia amica A. mi sono vista “Un matrimonio all’inglese”. Si presenta come una commedia fredda ma frizzante perfetta per l’umorismo inglese, forse ha persino una storia un po’ banale: la dolce sposina che si ritrova tra le grinfie di una suocera senza cuore. Poi si trasforma in qualcosa di un po’ più profondo. Cos’è l’amore vero? Cosa sareste disposti a fare per la persona amata? Ma soprattutto perché in un dato momento della nostra vita una persona è assolutamente perfetta per noi, mentre se l’avessimo conosciuta in un altro momento non sarebbe andata bene e non l’avremo nemmeno considerata?

E la bella americana scelse John come marito perché era giovane e pieno di aspettative, perfetto per una donna che ha avuto un matrimonio triste alle spalle con un uomo malato più grande di lei. In quel momento il giovane John era perfetto per la bella Larita!

E’ una commedia che aspetta, poiché la sposa sta sempre ad aspettare davanti alla finestra. Fuma e aspetta. E’ come se aspettasse gli eventi compiersi, come se osservasse gli altri muoversi intorno a sé. Sempre lei sola, che fuma e aspetta. In un dialogo con il suo nuovo marito dice tra le lacrime: “Avresti dovuto amarmi meglio.” Una frase che mi è rimasta incastonata nella testa per qualche minuto. Si, forse lui avrebbe potuto amarla “meglio”, ma nessuno sa come si ama abbastanza o alla perfezione, ognuno ama come può, ognuno ama come sa amare. Il modo di concepire l’amore non si può cambiare nell’altro! Bisogna solo trovare una persona che ci ami come ci piace essere amati.

Sembra così facile, no?

Battuta preferita:

Tu non sai cos’è l’amore. Non hai idea di cosa significhi amare qualcuno al punto di fare qualsiasi cosa per l’altro. Perfino iniettargli del veleno quando è troppo debole per farlo da solo. Non credo che tu avresti mai potuto amarmi così.”

 

24 settembre 2010

About a boy

Posted in Commedie, Film tagged , , , a 02:21 di tridora89

Vi capita mai di svegliarvi al mattino con un’immagine fissa, o una canzone? Stamani mi sono svegliata con un volto: quello di Hugh Grant nei panni di Will in “About a boy”. Così me lo sono rivisto, è strano pensare a quanto una persona nonostante ti stia profondamente antipatica, riesca ad avere su di te una specie di attrattiva, un qualcosa di fascinoso. E’ esattamente per questa ragione che uno come Will è un playboy che conosce il fatto suo, l’uomo che tutti gli uomini vorrebbero essere. Un po’ come la criptonite per Superman: Will è l’anti-donna! Avete presente quei tipi da evitare a prescindere? Con un umorismo travolgente e una bella faccia da schiaffi, che quando vi stanno intorno non fanno altro che darvi coltellate con il loro sarcasmo tagliente e che nonostante tutto non vedete l’ora di saltagli addosso e di togliergli tutti i vestiti? Eppure lo sappiamo che sono persone da evitare, si sente la puzza lontano un miglio di guai! Ma ci usciamo lo stesso, noi donne sciocche e illuse, ci usciamo perché speriamo di sbagliarci una volta tanto. Ma donne, fidatevi del vostro naso: quello non mente mai!

Se siete delle femministe, o delle donne ferite, o ragazze madri, questo film non vi piacerà affatto, almeno fino a metà! Non facendo parte di nessuna di queste categorie, adoro questo film! A parer mio è stato concepito per far capire alle donne un po’ del mondo degli uomini, un piccolo spiraglio nella loro serratura. Cosa si capisce sugli uomini? Che sono semplici, e anche un po’ banali. Mi viene da chiedermi, ma come mai io mi complico tanto la vita?

Adoro questo film anche perché mostra che tutti i Will prima o poi cambiano! E sorpresa delle sorprese: non è una donna a stravolgergli la vita, ma un ragazzino di 12 anni che si sente solo e con a casa nient’altro che una madre potenziale suicida. Un ragazzino che vorrebbe solo avere un padre.

Bellissima scena e con un umorismo molto crudo quando il nostro protagonista decide di rimorchiarsi le mamme single perché era più facile avere da loro solo sesso e basta, senza impegno. Si ritrova in un circolo di donne frustrate e si inventa di avere un bambino di 2 anni di nome Ned. Ed è lì che comprende che gli uomini sono dei veri bastardi. Subito dopo essersi reso conto di questa verità, se ne frega e continua nel suo intento!

Will aveva torto su tutto e John Bon Jovi invece aveva ragione, dall’inizio del film: nessun uomo è un’isola.

Battuta preferita:

“La cosa importante della vita da isola è pianificare le proprie attività. E trovo che la chiave sia dividere la giornata in unità di tempo della durata di non più di 30 minuti. Le ore intere possono intimorire un po’ e la maggior parte delle attività richiede circa mezz’ora. Fare un bagno, una unità… E’ sorprendente di come la giornata si riempia, avrei davvero il tempo per un lavoro? Ma come fa la gente a fare tutto quanto?”

23 settembre 2010

Il diario di Bridget Jones

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , a 00:20 di tridora89

Per inaugurare questo blog ho scelto di parlare di un film a cui sono particolarmente affezionata: “Il diario di Bridget Jones”. Perché credo che in ogni donna ci sia un po’ di Bridget. E ogni volta che vedo questo film non faccio che sperare di non diventare così a 30 anni! Nessuna donna vuole essere insicura, fare un lavoro di cui non va fiera, illudersi che sia amore, piangere a casa la notte di capodanno, e rimpinzarsi di schifezze quando si sente sola. Ma soprattutto, tutte le donne vogliono credere fino in fondo nel principe azzurro, ci piace pensare che arrivi prima o poi sul suo cavallo bianco e con dei fiori in mano e un sorriso sulle labbra. Personalmente se a 30 anni mi ritrovassi ad aspettare un principe, probabilmente gli tirerei i fiori in testa e me ne andrei indispettita: “Tieniti pure i tuoi fiori! Stronzo!” Ma si sa, il principe azzurro dopotutto quando arriva arriva. Anche per una come Bridget Jones arriva, nonostante le sue pessime figure di fronte al mondo intero. E come sempre capita, il principe non è mai come ci si aspetta.

Ma soprattutto questo film mi ha insegnato tanto. Mi ha insegnato che non ci si deve mai arrendere, che anche quando il mondo va a rotoli, c’è sempre qualcosa per cui lottare e per cui rialzarsi dopo una brutta caduta. E se non lo si fa per qualcuno, bisogna trovare la ragione di farlo per noi stesse.

Mi piace la scena in cui cambia del tutto vita: comincia ad andare in palestra, cerca un nuovo lavoro (inizialmente con scarsissimo successo), e cammina per le strade con un’aria di chi cerca di costruirsi un futuro migliore. Tutti devono avere la forza di dare un taglio ogni tanto.

Battuta preferita:

“Se restare qui significa ritrovarmi a 10 metri da te, preferisco andare a pulire il culo a Saddam Hussein!”