2 novembre 2011

A dangerous method

Posted in Amore, Biografia, Drammatico, Film recenti tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , a 00:20 di tridora89

Ho insistito per andare a vedere questo film “A dangerous method” al cinema. Per forza. Non solo perché è stato diretto da Cronenberg e io adoro questo regista, ma anche perché parla di psicoanalisi. Naturalmente essendo firmato da un regista come lui, non poteva che sfiorare argomenti che di solito gli stanno a cuore: parlo della tentazione, della carne, e del desiderio che porta alla perdizione umana. Il film parla di un medico e della sua paziente, affetta da nevrosi gravi perché maltrattata dal padre fin da bambina. La cosa interessante è che alla ragazza piaceva eccome, essere picchiata! Insomma si comincia bene, una figlia pazza a cui piace essere picchiata dal padre. Inutile quasi dire che la ragazza si ritrova ad essere l’amante del dottore che l’ha in cura già sposato con figli, creando una sorta di rapporto autodistruttivo per entrambi. Certe cose, non possono che andare a finire in un certo modo. L’argomentazione di questo film mi offre molti spunti di riflessione, la ragazza si era ammalata perché si faceva colpa e rinnegava il proprio piacere nel venire maltrattata e umiliata. La società dice che è sbagliato e una persona è considerata pazza se pensa o sente certe cose. Ma in realtà, quanto ci può fare bene tutta questa repressione, tutte queste convenzioni sociali che ci incastrano nella testa da secoli? E’ vero che se non reprimessimo certi istinti saremo tutti come animali, ma alla fine se non si fa male a nessuno come può giudicare qualcun altro, se questo è giusto o sbagliato? Anche se, come si fa a dire che non si fa male a nessuno?

Ma a parte queste domande che aleggiano nell’aria senza una risposta (perché una risposta non c’è a certe cose), mi ha colpito molto il fatto che il dottore, nonostante ci tenesse e fosse per come dire innamorato, non è riuscito a fare o dire nulla per impedire che tutto finisse così, come era iniziato, cadendo lui stesso in depressione. Prima ha rifiutato la ragazza anche in maniera piuttosto brutale, come se lei non fosse contata nulla, ma poi quando è lei ad andarsene perché ha paura di rimanere legata ad un uomo che non potrà mai avere, lui si dispera e capisce che non vuole perderla. Come dicevo prima, certe cose non possono che finire così, esattamente come sono iniziate, è logico che abbiano una fine tragica è quasi naturale per così dire. Una fine prevedibile, come per l’inizio. Ma c’è una spiegazione dietro ad ogni insolito comportamento: lui aveva bisogno di entrambe, sia di sua moglie che della sua amante per essere completo e felice, poiché entrambe davano a lui qualcosa che ognuna delle due da sola non possedeva. Da una parte, la sicurezza di una famiglia, dall’altra il desiderio e il proibito, la parte selvaggia e la libertà. Inutile dire che alla fine la meglio l’avrà sempre la sicurezza di una casa calda e di una donna amorevole, in linea di massima, poiché non si rischia tutto per la libertà.

Poi esistono sempre le eccezioni.

Battuta preferita:

“A volte devi fare qualcosa di imperdonabile per continuare a vivere.”

 

3 agosto 2011

Moulin Rouge

Posted in Amore, Drammatico, Film, Musical tagged , , , , , , , , , , , , a 00:46 di tridora89

Lo stile di Baz Luhrmann inconfondibile in ogni sua pellicola, è sempre sorprendente! Tutti i film di questo regista sono originali nella regia e nel montaggio frenetico e allo stesso tempo commuovente, fresco, sempre molto brillante. “Moulin Rouge” poi ha una colonna sonora bellissima poiché è un misto di tutte canzoni conosciutissime, dai Nirvana, passando poi per Elton John, per arrivare a Madonna e infine i Queen. Un cast magnifico inoltre, impossibile non prenderlo in considerazione: una Nicole Kidman e un Ewan McGregor che se la cavano perfettamente anche nel canto.

 Una storia d’amore, è ovvio. Tra la più bella cortigiana del Moulin Rouge e uno scrittore squattrinato pronto a scrivere lo spettacolo del secolo: Spettacolo Spettacolare. Si svolge nel 1899 in piena rivoluzione Bohémien con i classici principi di Libertà, Bellezza, Verità e Amore. Una storia impossibile e commuovente. Ciò che resta impresso sono i colori così brillanti e vividi, i personaggi ben caratterizzati in ogni minimo dettaglio. Tutto bello, anche troppo troppo bello! Per tutti quelli che amano i musical è sicuramente imperdibile.

 Il bello degli amori impossibili è proprio che nascono tra persone diverse, spesso di diversi ranghi sociali, diverse idee, diverse famiglie. Lui si innamora di una prostituta, una donna che è di tutti e di nessuno, e le regala per una sola volta l’ebbrezza dell’essere innamorati. “Quando l’amore si dà al migliore offerente non può esserci fiducia e senza fiducia non c’è amore”. Purtroppo è così, però è anche vero che l’amore supera ogni ostacolo. E poi una storia senza ostacoli non è una storia come si deve, no?

Battuta preferita:

“Mi sento completa qui avvolta nel tuo calore. E per ogni tuo respiro provo amore. Perché dovrei continuare a sognare temendo il giorno in cui finiscono i sogni?”

29 luglio 2011

Walk the line

Posted in Amore, Biografia, Drammatico, Film tagged , , , , , , , , , , , , , , , a 00:58 di tridora89

Il potere che ha una bella canzone è impareggiabile. Peccato che spesso le persone lo dimentichino. Quello che possono farti sentire delle semplici note, miscelate a parole, e sangue e fiato è… indimenticabile. Peccato che spesso le persone non sono davvero in grado di comprenderlo, perché certe cose le capisci solo se le vivi. Quello che può fare la musica è infinito. Fortunatamente il mondo lo capisce, almeno questo.

 “Walk the line” racconta la vita di Jonny Cash, dall’infanzia, per arrivare al successo, alla caduta e infine alla rinascita. È un film che parla di amore, anche. Perché, si sa, nella vita di un grande uomo c’è sempre stata dietro una grande, grandissima donna. La sua musa si chiamava June Carter. Per buona parte del film stai lì convinto che succederà per forza qualcosa tra i due, sono quelle classiche cose che iniziano con una bella lettera “i”. Inevitabili. Ed è vero, scontato, cronico, e succede. Ma in un modo così dolce, inusuale, che quasi si stenta a capire dove inizi, e dove finisca. Che si amano lo si capisce da subito, che lei è la donna dei suoi sogni, lo spettatore lo sa già, come sicuramente lo sapevano anche loro nella vita vera, sapevano di essere fatti l’uno per l’altra. Ma la vita, non sempre ti offre la possibilità di realizzare i tuoi sogni all’istante. Passano mesi, anni addirittura e infine, ti dà quell’occasione finalmente. E in tutto questo tempo che credi di aver perso, invece hai costruito l’idea di un sogno e poi hai l’opportunità, rara, di realizzarlo. Se insegui una cosa per così tanto tempo, non lasci a nessuno portartela via.

 Di questo film è bello questo. La figura di lui che la vuole a tutti i costi. Lei, così sfuggente e ferma nelle decisioni, ma sua comunque e sempre sua amica. Vicina come solo una donna amorevole può essere. Perfino quando tutto andava a puttane, perfino contro la droga, la tristezza, la vita che ti sfugge all’improvviso tra le dita… perfino in quel momento, c’era lei, sempre e solo lei. Poi essere un musicista, chi non è del mestiere non comprende mai fino in fondo, e forse loro erano una coppia vincente anche per questo. Si comprendevano, in tutto. L’emozione di salire su un palco non si può descrivere a parole. Sentire le note uscire dalla tua chitarra non è una cosa che si riesce bene a spiegare. Chi non lo sa, si perde un pezzo di quella persona, perché quando canti o suoni o balli, la musica ti regala qualcosa che nessun altro può. Peccato per tutti quelli che non hanno la musica nel cuore.

 La scena più bella in assoluto è quando lui le chiede di sposarla sul palcoscenico, durante una loro esibizione. E alla fine… Non ve lo dico va’… Godetevelo!

Battuta preferita:

“Perciò ho imparato ad essere spiritosa, per avere qualcosa da offrire.”

12 dicembre 2010

Love actually

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , , , , , a 02:36 di tridora89

Quando comprai il dvd di “Love actually” notai fin da subito che sulla superficie c’era il disegno di un cuore frammentato, attratta e ispirata da questo disegno feci un collage con dei pezzi di giornali rigorosamente rossi, imitando il cuore del film. Mi dicevo che ognuno di noi ha un cuore così, frammentato, e che ogni piccolo pezzettino rappresenta una persona, che è entrata nella nostra vita, ci compone come un puzzle. Invece mi sono resa conto, rivedendo il film proprio questa sera che il cuore di una persona non è composta da tanti piccoli pezzetti, ma è l’amore stesso ad essere composto da tante storie, il nostro cuore non ha pezzi come i puzzle perché spesso è composto da un solo grande pezzo, quello che occupa la persona che amiamo davvero, il nostro vero amore.

Ormai si avvicina Natale e non potevo non parlare di questa commedia che ho amato fin dalla prima visione, ricordo che ero con la mia amica Ilaria al cinema, molti anni fa, mi aspettavo qualcosa di più stupido, la classica commedia di Natale, invece no. Anche se il tema è banale, visto e rivisto, “Love actually” colpisce al cuore. Per il montaggio dinamico, per le storie intrecciate con maestria… Si parla di storie, si parla di Natale e si parla di amore. Come dice il film “L’amore è dappertutto” se sai guardare bene intorno a te. E Natale è decisamente il momento migliore per parlare di amore, forse perché a Natale si accendono sogni, si spera in un futuro migliore, ci sono i regali, il clima natalizio, insomma tutte queste cose melense sembrano avere più valore in questo periodo. Chissà perché…

Una escalation di eventi a partire da 5 settimane prima di Natale con un crescendo di emozioni, fino ad arrivare al gran finale la Vigilia di Natale dove tutto si riunisce in un’esplosione di emozioni e assurdità, inverosimile ma verosimile allo stesso tempo. E’ bello credere in questi film anche perché delle volte anche la vita ci sorprende tanto da sembrarci un film, e lo sappiamo, lo sappiamo benissimo in fondo.

Battuta preferita:

“Ogni volta che sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all’area degli arrivi dell’aeroporto. E’ opinione generale che viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d’accordo. Per me l’amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di nota ma comunque c’è. Padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici. Quando sono state colpite le torri gemelle per quanto ne so nessuna delle persone che stava per morire ha telefonato per parlare di odio o vendetta. Erano tutti messaggi d’amore. Io ho la strana sensazione che se lo cerchi scoprirai che l’amore davvero è dappertutto.”

7 novembre 2010

Last night

Posted in Amore, Commedie, Film recenti tagged , , , , , , , , , a 22:09 di tridora89

“Last night”. Una sola notte. Due diverse facce del tradimento. Possibile che la parola tradimento abbia in verità due riscontri completamente diversi? Tutto si nasconde dietro una diversa motivazione. Ma come disse Alessandro Baricco, uno dei miei scrittori preferiti: “I perché si dimenticano.” e se i perché si dimenticano restano solo le azioni, i pensieri di un momento fuggono lontano dopo un po’ e resta solo la parola Tradimento. E per quanto cerchiamo di convincerci che siano situazioni diverse, che non possa tutto essere omologato nella parola tradimento, alla fine è proprio così. I perché si dimenticano. Resta solo ciò che hai fatto. Resta solo il rimpianto per quello che non hai avuto il coraggio di fare. Resta solo il senso di colpa per aver fatto troppo.

Vedere questo film mi ha fatto pensare ad una frase che mi disse la mia amica Une qualche tempo fa: “Quando sei innamorata devi poter credere che l’altro non ti farà mai del male, che non ti ferirebbe mai. E’ questa l’illusione dell’amore!” E’ la verità. Tutte le persone potrebbero comportarsi in modo spregevole, tutte allo stesso modo, non esiste un uomo o una donna speciale, esistono solo persone. E quando amiamo abbiamo bisogno di credere che l’altro sia diverso, che non potrebbe mai farci del male, che non potrebbe mai tradirci. In realtà siamo solo persone, siamo imperfetti. Siamo solo umani. Ma quando amiamo è come se l’altro diventasse un po’ un dio, qualcuno da venerare. Senza idealizzazione non c’è amore. E a volte il senso di colpa arriva proprio perché pensiamo che il nostro partner non potrebbe mai comportarsi in maniera tanto schifosa, mentre noi invece, l’abbiamo fatto eccome.

Battuta preferita:

“Nel cuore di tante notti in cui non riesco a dormire, io penso ancora a te.”

2 novembre 2010

Come tu mi vuoi

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , , , a 02:11 di tridora89

Viviamo in un mondo in cui l’immagine è tutto. Come porti i vestiti, come ti muovi, i gingilli che indossi dicono agli altri che ti guardano chi sei. E’ un mondo fatto di occhi che guardano. E vieni anche giudicato per questo! Credono di sapere tutto di te con un’occhiata. La bellezza interiore, i valori, le virtù non contano niente nella nostra società. Io credo che le persone in ogni caso dovrebbero valorizzare loro stesse e indossare quello che più rispecchia la loro personalità. E poi sarebbe anche carino che magari oltre ad un bell’aspetto ci fosse anche qualcosa di intelligente da dire, anche se è una cosa piuttosto rara. Sarà per caso una specie di massima? Una statistica di quelle inversamente proporzionale? Uno più è bello e più è completamente deficiente? Certo, avere le labbra a canotto e un paio di taglie in più nel reggiseno conferiscono una specie di girlpower, il potere della seduzione, ma poi? Veniamo veramente valutati per quello che siamo? O troviamo solo una sfilza di gente che apprezza il nostro involucro ma che non è assolutamente interessato a conoscere cosa abbiamo dentro?

In “Come tu mi vuoi” Giada è una ragazza semplice la classica secchiona odiosa, le piace studiare all’università, è convinta che sia più giusto essere apprezzata per quello che ha in testa che per il suo aspetto, che inizialmente è abbastanza repellente per i giovani ragazzi suoi coetanei. Indossa i maglioni della nonna e non ha la minima idea di cosa sia lo stile e nemmeno gliene importa. Si incazza nel vedere che basta avere una bella faccia per passare un esame perché crede nella meritocrazia. Un incontro e tutto cambia. Ha voglia di essere migliore, di cambiare un po’ di se stessa per conquistare il cuore di Riccardo un ragazzo ricco a cui fa ripetizioni, che frequenta le persone e i posti più esclusivi di Roma. Metterà in discussione le sue certezze per essere come lui la vuole, vorrà restare se stessa ma si farà corrompere dal potere del sex-appeal, notando che tutto è più semplice se ci si slaccia la camicetta di un bottone in più!

Visto che pongo sempre domande lanciate nell’etere di internet, stavolta vi chiedo: quanto sia giusto cambiare per piacere ad una persona? Provare a piacere agli altri, quanto condiziona le nostre scelte in tutto?

Battuta preferita:

“Fidati caro se una così potesse mettere le manine su ciò che disprezza tanto, nel giro di qualche istante te la ritroveresti a difenderlo con le unghie, come se fosse sempre stato suo.”

15 ottobre 2010

Innamorati cronici

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , , , a 00:01 di tridora89

Parlare di vendetta mi fa sempre spuntare un sorriso maligno sulle labbra. Non mi è mai capitato di tramare vendetta verso una persona che mi aveva ferito, però immagino che quando si smetta finalmente di star male, si provi una specie di intrinseco godimento nel veder soffrire la persona in questione. A volte mi spaventa pensare cose del genere, forse perché so cosa sono capace di pensare quando qualcuno di proposito mi riduce il cuore a brandelli, è anche vero che fortunatamente è molto difficile che io provi rancore verso qualcuno, visto che trovo l’indifferenza l’arma migliore contro certe persone. Però ammetto di essere curiosa, mi piacerebbe sapere che cosa si prova quando la propria vendetta finalmente si compie! Sarà vero che alla fine riusciamo a provare solo del profondo disgusto? Sarà vero che in fondo in fondo non siamo mai veramente propensi a far del male di proposito ad una persona a cui abbiamo voluto bene? Sarà vero che l’odio è solo l’inseguimento di un amore passato?

“Innamorati cronici” è una commedia divertente, ma parla di vendetta tra innamorati, i due rispettivi ex che si ritrovano a tramare vendetta contro la nuova coppia felice, in quel caso forse l’interesse comune li avvicina più di quanto riuscirebbe a fare una semplice storia d’amore. E fanno di tutto per farli lasciare, eppure più cercano di allontanarli l’una dall’altro, più i due piccioncini si amano e si avvicinano. Una deliziosa Meg Ryan che in questo film fa la dura in moto, con tanto di giacchetto di pelle e trucco un po’ stile panda, quanto l’adoro così cattivella! Dopotutto l’odio è un sentimento forte almeno quanto l’amore, eppure ci insegnano che l’amore vince sempre perché l’uomo istintivamente preferisce il bene al male. Credo che all’inizio sia così, però poi scattano altri meccanismi, a volte senza vendetta non smettiamo mai di soffrire sul serio, restiamo con quel qualcosa che ci brucia dentro, poi forse dopo un po’, riusciamo anche a perdonare. Ma il riscatto è fondamentale! Arriva un giorno in cui ti svegli e capisci che non ti importa nulla di vendicarti perché i tuoi sentimenti sono diversi, del tutto nuovi.

Proprio all’inizio del film Sam che è un astrologo, ogni mezzogiorno sposta il telescopio per vedere la sua Linda, mentre fa ricreazione con gli alunni, visto che fa la maestra. Lei guarda l’orologio poi insù verso il cielo e si mette a salutare. Sa che lui la sta guardando! La cosa incredibile è che lo farebbe lo stesso, saluterebbe il cielo come una stupida, non può avere la certezza che lui la stia lì, dietro un telescopio in quel momento, ma lo sa, lo sa e basta. L’amore è anche questo: fare la propria parte senza nessuna certezza che l’altro stia facendo la sua, ma nel cuore saperlo, sapere che è così.

Battuta preferita:

“Conosci Superman? Eccolo io sono Superman! E per me la Francia era Krypton, sul pianeta Krypton tutti sono Superman! Tu fai un’ottima salsa ma lì tutti sanno fare un’ottima salsa. Dici “Hello!” a una bella ragazza con il tuo bell’accento francese, ma lì tutti dicono “Helloooo!”. Invece qui, sulla terra dal momento in cui sono arrivato ho capito che qui avevo dei super poteri.”

30 settembre 2010

La verità è che non gli piaci abbastanza

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , a 21:30 di tridora89

Comincio a guardare “La verità è che non gli piaci abbastanza” e mi chiedo: ma siamo davvero così rincretiniti quando ci piace qualcuno? Oddio spero proprio di no! O almeno io non mi sento di essere così imbranata quando conosco un ragazzo che mi piace. Non ci credo a quelle cavolate del tipo: se ti chiama dopo 2 giorni vuol dire che è interessato, se passa più di una settimana invece no. Mi piace continuare a sperare che la gente non si aggrappi a certe cose assurde per conquistare una persona. E’ logico però che se non ti scrive o non ti richiama è proprio così: non vuole scriverti, non vuole chiamarti! Ma personalmente non mi piace essere legata ad una convenzione sociale: se mi va di chiamare chiamo, se ho voglia di offrire la cena al ristorante la offro, se mi va di baciare io per prima lo faccio. Punto, tutto qui. Penso sia così che si comporti la maggior parte delle persone, essere uno stratega in amore è facile ma se riesci ad essere uno stratega vuol dire che non sei implicato sentimentalmente, quindi non ti piace abbastanza! Quando sei interessato davvero a qualcuno non esistono regole. Non esistono regole in amore.

Però una cosa è assolutamente vera: ci piace credere alle favole, ci piace credere alle “eccezioni” ma di norma lo sappiamo benissimo che se un uomo non chiama, o non ti sposa o ti tradisce, lo fa perché non è interessato o innamorato abbastanza. Poi ci sono le eccezioni che non fanno che confermare la regola, e spesso ci si illude di esserlo, ci dà speranza e ci dà modo di farci trattare spesso come degli zerbini, sia uomini che donne.

Una cosa è certa: quando gli piaci abbastanza sarai la prima a rendertene conto!

Ringrazio tanto la mia J. per avermi consigliato questo film.

Battuta preferita:

“E forse nel lieto fine non è compreso un uomo meraviglioso, forse sei tu da sola, a rimettere insieme i pezzi e a ricominciare, per liberarti in attesa che arrivi qualcosa di meglio in futuro. Forse il lieto fine è solo andare avanti.”

29 settembre 2010

Closer

Posted in Amore, Drammatico, Film tagged , , , , a 00:05 di tridora89

Ho comprato “Closer” perché mi ha colpito quello che c’era scritto sul dvd “Chi ama a prima vista tradisce ad ogni sguardo”. Non avevo idea di che parlasse e nemmeno mi sono interessata di leggere la trama, l’ho comprato solo per quella frase.

E’ stato uno schiaffo in faccia, uno schiaffo in pieno viso. Crudele, senza cuore. Si parla di amore, ma dell’amore io non ho visto niente. Si parla di tradimento, ma non si vedono scene che lo confermino. Nessuno dei quattro personaggi (due donne e due uomini) in fondo sa che cosa significhi amare davvero una persona, nessuno di loro sa di cosa stia parlando. Solo uno di loro rimane coerente con se stesso dall’inizio fino alla fine. E’ l’unico che sa veramente ciò che vuole, è decisamente il personaggio migliore. Lo stratega, quello che poi vince sul serio.

Mi è piaciuta da impazzire la prima e l’ultima scena in particolare, sulle note di “The blower’s daughter” dove Alice cammina per la strada tra la gente e viene guardata per la prima volta da Dan all’inizio del film. Ha i capelli rossi e corti sparati dappertutto, indossa un cappotto con il pellicciotto e cammina sicura. Nell’ultima scena c’è sempre lei che cammina tra la folla, ha i capelli castani mossi dal vento, indossa una maglietta bianca leggera, ma stavolta non è Dan a guardarla, ma uno sconosciuto dei tanti a cui lei non fa nemmeno caso. Mi fa pensare a tutte quelle persone che si immaginano di incontrare l’amore della propria vita in mezzo ad una strada. Da piccola lo pensavo anche io, mi chiedevo che faccia dovrebbe avere l’uomo della mia vita? Se lo incontrassi in mezzo alla strada capirebbe che sono la persona giusta per lui? Ma secondo me uno sguardo solo non basta veramente per capirlo, ci vuole anche un sorriso, e ancora uno sguardo, e ancora un altro sguardo, e un altro ancora… Poi potrai dirlo davvero: solo l’uomo giusto per me potrebbe guardarmi in questo modo, perché è proprio il modo che preferisco!

Battuta preferita:

“Ho visto questa faccia. Questa…visione quando sei scesa dal marciapiede, è stato il momento della mia vita. Eri perfetta. Andando all’ospedale ti ho baciata sulla fronte, il tassista mi ha visto baciarti e ha chiesto: è sua? E io ho detto: Si, è mia… E’ mia…”

23 settembre 2010

Il diario di Bridget Jones

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , a 00:20 di tridora89

Per inaugurare questo blog ho scelto di parlare di un film a cui sono particolarmente affezionata: “Il diario di Bridget Jones”. Perché credo che in ogni donna ci sia un po’ di Bridget. E ogni volta che vedo questo film non faccio che sperare di non diventare così a 30 anni! Nessuna donna vuole essere insicura, fare un lavoro di cui non va fiera, illudersi che sia amore, piangere a casa la notte di capodanno, e rimpinzarsi di schifezze quando si sente sola. Ma soprattutto, tutte le donne vogliono credere fino in fondo nel principe azzurro, ci piace pensare che arrivi prima o poi sul suo cavallo bianco e con dei fiori in mano e un sorriso sulle labbra. Personalmente se a 30 anni mi ritrovassi ad aspettare un principe, probabilmente gli tirerei i fiori in testa e me ne andrei indispettita: “Tieniti pure i tuoi fiori! Stronzo!” Ma si sa, il principe azzurro dopotutto quando arriva arriva. Anche per una come Bridget Jones arriva, nonostante le sue pessime figure di fronte al mondo intero. E come sempre capita, il principe non è mai come ci si aspetta.

Ma soprattutto questo film mi ha insegnato tanto. Mi ha insegnato che non ci si deve mai arrendere, che anche quando il mondo va a rotoli, c’è sempre qualcosa per cui lottare e per cui rialzarsi dopo una brutta caduta. E se non lo si fa per qualcuno, bisogna trovare la ragione di farlo per noi stesse.

Mi piace la scena in cui cambia del tutto vita: comincia ad andare in palestra, cerca un nuovo lavoro (inizialmente con scarsissimo successo), e cammina per le strade con un’aria di chi cerca di costruirsi un futuro migliore. Tutti devono avere la forza di dare un taglio ogni tanto.

Battuta preferita:

“Se restare qui significa ritrovarmi a 10 metri da te, preferisco andare a pulire il culo a Saddam Hussein!”