8 luglio 2011

La dura verità

Posted in Amore, Commedie, Film, Umorismo tagged , , , , , , , , a 14:31 di tridora89

Questa è una di quelle commedie romantiche che non te le manda a dire. Non a caso si chiama “La dura verità” esattamente come il programma televisivo condotto da Mike, e Abby è la sua produttrice. Si odiano cordialmente. Lui è convintissimo che agli uomini interessa solo godersi la vita e che le relazioni vere non esistano, mentre Abby è in cerca di una relazione solida e dell’uomo che rispecchi la sua idea di principe azzurro, con una lunghissima lista di credenziali. Sarà Mike che cercherà di aiutarla a conquistare il fantastico dottore, per dimostrare che le sue teorie sugli uomini e sull’amore sono veritiere. Si accorgeranno presto, entrambi, che non hanno pienamente ragione nessuno dei due. Alla fine la verità sta nel mezzo come in tutte le cose, no?

Una commedia un po’ cattiva, che dice tante verità e tante bugie al tempo stesso. Frizzante e diretta, che non fa di certo mancare moltissime risate, tra mutandine vibranti, scimmie bonobo e “simpatiche ragazze seminude che lottano nella gelatina”. Una cosa però è certa, se le donne spesso sono maniache del controllo e vorrebbero a tutti i costi cercare di cambiare un uomo per farlo assomigliare a ciò che vorrebbero davvero; gli uomini invece a volte non hanno il coraggio di prendere delle decisioni, sono insicuri e impauriti, ma non lo ammetteranno mai. Ma la dura verità è che gli uomini e le donne sono diversi e hanno esigenze e desideri diversi, ma è vero anche che le coppie più improbabili, spesso sono quelle vincenti! E forse sarà facile conquistare una donna con le chiacchiere, come un uomo con un bel push up, ma in fin dei conti, ciò che conta veramente è essere se stessi, o ci si innamorerà di una persona che non esiste affatto!

Se volete farvi quattro risate ogni tanto, questo è il film che vi consiglio!

Battuta preferita:

“Sei innamorato di me… perché?”

“Bella domanda del cazzo! Ma è vero.”

25 novembre 2010

Lilo & Stitch

Posted in Animazione, Film tagged , , , , , a 22:46 di tridora89

Che cosa potrebbe accadere quando un esperimento alieno creato soltanto con lo scopo di distruggere tutto ciò che incontra si ritrova costretto ad evadere su un’isoletta in mezzo all’oceano? L’esperimento 626 viene adottato da una dolce bambina orfanella chiamata Lilo che vive con sua sorella che lo chiama Stitch. Il piccolo alieno distruttore accompagnato dalle note di “the King” arriverà a comprendere il valore di avere una famiglia, dove nessuno viene abbandonato o dimenticato. Nonostante tutti i guai, assistenti sociali, onde del mare, alieni cattivi, ci sono tante belle cose da imparare da un semplice cartone animato vecchio stile della Disney. Uno dei film più teneri con i protagonisti dal naso a patata e un po’ cicciotti. Lilo sembra una piccola pallina dagli occhioni marroni e Stitch ha delle espressioni dolcissime. Ecco a voi “Lilo & Stitch”.

Il bello dei cartoni animati è anche il fatto che si parte da una situazione iniziale sfavorevole per il protagonista per poi finire col raggiungere la tanto desiderata felicità. Mi vengono in mente film come “Cenerentola” o “Biancaneve e i sette nani” ma in questo caso la situazione non è proprio recuperabile a pieno, si può migliorare si, ma la visione è comunque piuttosto realistica (togliendo il fatto che Stitch è un alieno). Nonostante tutto, per quanto alla fine siano felici lo stesso, Lilo e sua sorella saranno sempre sole, senza più genitori, trovano però una diversa serenità riescono a costruire qualcos’altro. Questo ci dimostra che con l’impegno e la forza d’animo perfino le situazioni più difficili si possono affrontare, si soffre ma possiamo comunque affrontare la vita con un sorriso. Come scrisse qualcuno non ricordo bene le parole esatte, ma dicevano più o meno così: “Le favole non ci insegnano solo che esistono i draghi, ma che possiamo sconfiggerli!”

Battuta preferita:

“Ohana significa famiglia e famiglia significa che nessuno viene abbandonato. Ma se vuoi andartene puoi farlo io mi ricorderò di te, mi ricordo tutti quelli che se ne vanno.”

4 novembre 2010

Kung fu panda

Posted in Animazione, Film, Umorismo tagged , , , , , a 00:35 di tridora89

“Kung fu panda” ci svela i segreti della lontanissima Cina, con la raffinata arte del Kung fu insegnata però ad un panda ciccione che cucina spaghetti. Il guerriero dragone non è nient’altro che un panda in sovrappeso! Nessuno crede in lui per primo lui stesso. Dovrà combattere per prendere in mano il proprio destino e dimostrare ciò che può fare davvero. Oltre a strappare molte risate questo film d’animazione insegna una lezione importante: siamo noi per primi a dover credere in noi stessi. Le redini del nostro destino le possiamo prendere in mano quando vogliamo basta solo crederci davvero. Il caso è una cosa che non esiste. Ok, questo a soli 21 anni non so quanto sia vero, so che ci capitano cose, che la nostra vita ogni tanto si stravolge e ci lascia stupefatti, non so se si possa chiamare caso o destino, non so che parola vada meglio per quello che ci succede ogni giorno! Ma sicuramente so che ogni persona insegue qualcosa durante il corso della propria vita, il punto non è se riesca o no a raggiungerla, ma come abbia cercato di farlo e quello che ha incontrato lungo la strada. Il viaggio verso qualcosa è la cosa più importante. Non sono gli eventi speciali! Quelli sono rari e spesso illusori, è tutto quello che c’è in mezzo che ci dice quello che siamo. Come reagiamo tra un evento e l’altro.

La gente dovrebbe vedere più spesso i film per bambini perché credo che la maggior parte delle volte dicano cose molto più interessanti di quanto non facciano dei comuni film divertenti o meno che siano, vi basta pensare a tutte le schifezze commerciali che ci propinano ogni santo Natale! Roba come “Natale a New York”, e compagnia bella… Roba italiana naturalmente, intendiamoci! Qualsiasi americano non si abbasserebbe mai a fare una slapstick comedy (la classica commedia demenziale) con solo tette e culi cadendo così in basso! E badate che mi sono sorbita tutti gli “American Pie” e li ho trovati a loro modo apprezzabili. Almeno il messaggio di fondo c’è sempre e solitamente è positivo.

Rivalutate i film di animazione, potrebbero sorprendervi!

Battuta preferita:

“L’ingrediente segreto è… niente! Non esiste un ingrediente segreto! Per rendere una cosa speciale devi solo credere che sia speciale!”

17 ottobre 2010

Benvenuti a Zombieland

Posted in Commedie, Film, Umorismo tagged , , , , , , a 08:06 di tridora89

Il mondo è invaso (indovinate un po’) dai soliti simpaticissimi zombie che vorrebbero teneramente abbracciare e coccolare ogni essere ancora appetitoso in circolazione. Potrebbe non sembrare una novità, ma questo non è il tipo di film che vuole per forza mettere angoscia e paura, anzi! E’ una commedia (udite udite, l’argomento zombie può essere anche divertente ogni tanto), è un road movie, e fornisce utilissime regole per sopravvivere ad un assalto di zombie (meglio essere prudenti, non si sa mai…). In un mondo deserto, dove non solo ci sono pochi zombie, non come siamo abituati di solito, ma anche pochi umani, ogni sopravvissuto cerca la via per la felicità o semplicemente una vita che somigli anche vagamente ad una normale. Un mondo anarchico dove le ragazzine di 12 anni sparano con il fucile, dove la gente può introdursi senza permesso nelle case dei vip senza venire massacrata dalle guardie di sicurezza, dove uccidere i non morti e sopravvivere a tutti i costi è diventato uno stile di vita. Insomma, “Benvenuti a Zombieland”! Dove anche i pagliacci potrebbero essere una minaccia!No aspetta, questo era già stato fatto.

Per certi versi potrebbe sembrare divertente, entrare in un negozio e distruggere tutto solo per il gusto di fare casino, tanto a nessuno interessa. Oppure rubare la macchina a dei poveri sprovveduti fingendosi donzelle in difficoltà. O ancora meglio, uccidere gli zombie nel modo più divertente possibile. C’è chi preferisce buttargli un pianoforte addosso, o chi ama il martello per giocare al lunapark, o chi si arrampica per sparare con la mitragliatrice. Il mondo perfetto per Indiana Jones o Chuck Norris, no?

E in più per continuare a restare umano, basta seguire le regole di sopravvivenza, come ad esempio: allacciare le cinture di sicurezza in macchina, avere uno stile di vita sano senza chili di troppo, non lasciare mai il vostro fucile nemmeno quando siete nel cesso… Roba semplice! Ma quella più importante a parer mio è la n°32: godetevi le piccole cose. Perché in un mondo dove niente ha più valore, si può trarre piacere solo dalle cose piccole per non andare completamente fuori di testa, anche se ciò significa andare in giro a cercare merendine non disponibili in commercio.

Battuta preferita:

“Siamo tutti orfani a Zombieland.”

15 ottobre 2010

Innamorati cronici

Posted in Amore, Commedie, Film tagged , , , , , , , a 00:01 di tridora89

Parlare di vendetta mi fa sempre spuntare un sorriso maligno sulle labbra. Non mi è mai capitato di tramare vendetta verso una persona che mi aveva ferito, però immagino che quando si smetta finalmente di star male, si provi una specie di intrinseco godimento nel veder soffrire la persona in questione. A volte mi spaventa pensare cose del genere, forse perché so cosa sono capace di pensare quando qualcuno di proposito mi riduce il cuore a brandelli, è anche vero che fortunatamente è molto difficile che io provi rancore verso qualcuno, visto che trovo l’indifferenza l’arma migliore contro certe persone. Però ammetto di essere curiosa, mi piacerebbe sapere che cosa si prova quando la propria vendetta finalmente si compie! Sarà vero che alla fine riusciamo a provare solo del profondo disgusto? Sarà vero che in fondo in fondo non siamo mai veramente propensi a far del male di proposito ad una persona a cui abbiamo voluto bene? Sarà vero che l’odio è solo l’inseguimento di un amore passato?

“Innamorati cronici” è una commedia divertente, ma parla di vendetta tra innamorati, i due rispettivi ex che si ritrovano a tramare vendetta contro la nuova coppia felice, in quel caso forse l’interesse comune li avvicina più di quanto riuscirebbe a fare una semplice storia d’amore. E fanno di tutto per farli lasciare, eppure più cercano di allontanarli l’una dall’altro, più i due piccioncini si amano e si avvicinano. Una deliziosa Meg Ryan che in questo film fa la dura in moto, con tanto di giacchetto di pelle e trucco un po’ stile panda, quanto l’adoro così cattivella! Dopotutto l’odio è un sentimento forte almeno quanto l’amore, eppure ci insegnano che l’amore vince sempre perché l’uomo istintivamente preferisce il bene al male. Credo che all’inizio sia così, però poi scattano altri meccanismi, a volte senza vendetta non smettiamo mai di soffrire sul serio, restiamo con quel qualcosa che ci brucia dentro, poi forse dopo un po’, riusciamo anche a perdonare. Ma il riscatto è fondamentale! Arriva un giorno in cui ti svegli e capisci che non ti importa nulla di vendicarti perché i tuoi sentimenti sono diversi, del tutto nuovi.

Proprio all’inizio del film Sam che è un astrologo, ogni mezzogiorno sposta il telescopio per vedere la sua Linda, mentre fa ricreazione con gli alunni, visto che fa la maestra. Lei guarda l’orologio poi insù verso il cielo e si mette a salutare. Sa che lui la sta guardando! La cosa incredibile è che lo farebbe lo stesso, saluterebbe il cielo come una stupida, non può avere la certezza che lui la stia lì, dietro un telescopio in quel momento, ma lo sa, lo sa e basta. L’amore è anche questo: fare la propria parte senza nessuna certezza che l’altro stia facendo la sua, ma nel cuore saperlo, sapere che è così.

Battuta preferita:

“Conosci Superman? Eccolo io sono Superman! E per me la Francia era Krypton, sul pianeta Krypton tutti sono Superman! Tu fai un’ottima salsa ma lì tutti sanno fare un’ottima salsa. Dici “Hello!” a una bella ragazza con il tuo bell’accento francese, ma lì tutti dicono “Helloooo!”. Invece qui, sulla terra dal momento in cui sono arrivato ho capito che qui avevo dei super poteri.”

5 ottobre 2010

The big bang theory

Posted in Fantascienza, Serie tv, Umorismo tagged , , , , , a 14:28 di tridora89

Sapete? Mi hanno sempre dato i nervi quelle serie tv divertente dove si sentono le risate sotto! Perché qualcuno dovrebbe suggerirmi quando ridere? Credono forse non si capiscano le battute? In ogni caso per “The big bang theory” ho dovuto fare un’eccezione, mi sono dovuta sorbire 3 stagioni intere (più 2 puntate della quarta) costellate di risate idiote. Ormai ci ho fatto l’orecchio e quando capita qualcosa di divertente nella mia vita reale, sento una specie di flebile risatina risuonare malefica nell’orecchio!

Per quanto riguarda la serie tv è davvero divertente, soprattutto se siete almeno un pochino nerd per apprezzare a pieno ogni battuta. Io purtroppo non riesco a coglierle tutte ma ritengo che il citazionismo sia molto intelligente in questo caso. Quindi se siete una persona che non si intente di fumetti, se non sapete cosa sia Linux, o se non avete la più pallida idea di chi sia Spock, lasciate stare! Questa non è decisamente la serie per voi!

Mi rallegro del fatto che esista una serie dove i nerd sono i protagonisti, da sfigati a star! Sembra quasi che le persone inappropriate siano invece le “belle ma stupide”, come la nostra povera Penny che ce la mette tutta, ma proprio non ci arriva! Tutte le stagioni seguono lo stesso spirito (fino ad ora) e spesso un argomento si esaurisce in una sola puntata e ci si fa riferimento solo con qualche frase tanto per non perdere il filo della storia. A parte i 5 protagonisti gli altri personaggi entrano ed escono senza fare troppo rumore. Perlomeno non si resta appesi come nelle soup opera!

Scene preferite:

Ogni volta che Sheldon e Penny poiché malati, si cantano la canzoncina “Soft kitty” non succede spesso ma quando avviene, fa sempre morire dal ridere! Tra l’altro è in omaggio a queste scene che la mia micetta si chiama Shelly, la mia soft kitty! Ecco il testo:

“Soft kitty, warm kitty

little ball of furr

happy kitty, sleepy kitty

purr purr purr”.


24 settembre 2010

About a boy

Posted in Commedie, Film tagged , , , a 02:21 di tridora89

Vi capita mai di svegliarvi al mattino con un’immagine fissa, o una canzone? Stamani mi sono svegliata con un volto: quello di Hugh Grant nei panni di Will in “About a boy”. Così me lo sono rivisto, è strano pensare a quanto una persona nonostante ti stia profondamente antipatica, riesca ad avere su di te una specie di attrattiva, un qualcosa di fascinoso. E’ esattamente per questa ragione che uno come Will è un playboy che conosce il fatto suo, l’uomo che tutti gli uomini vorrebbero essere. Un po’ come la criptonite per Superman: Will è l’anti-donna! Avete presente quei tipi da evitare a prescindere? Con un umorismo travolgente e una bella faccia da schiaffi, che quando vi stanno intorno non fanno altro che darvi coltellate con il loro sarcasmo tagliente e che nonostante tutto non vedete l’ora di saltagli addosso e di togliergli tutti i vestiti? Eppure lo sappiamo che sono persone da evitare, si sente la puzza lontano un miglio di guai! Ma ci usciamo lo stesso, noi donne sciocche e illuse, ci usciamo perché speriamo di sbagliarci una volta tanto. Ma donne, fidatevi del vostro naso: quello non mente mai!

Se siete delle femministe, o delle donne ferite, o ragazze madri, questo film non vi piacerà affatto, almeno fino a metà! Non facendo parte di nessuna di queste categorie, adoro questo film! A parer mio è stato concepito per far capire alle donne un po’ del mondo degli uomini, un piccolo spiraglio nella loro serratura. Cosa si capisce sugli uomini? Che sono semplici, e anche un po’ banali. Mi viene da chiedermi, ma come mai io mi complico tanto la vita?

Adoro questo film anche perché mostra che tutti i Will prima o poi cambiano! E sorpresa delle sorprese: non è una donna a stravolgergli la vita, ma un ragazzino di 12 anni che si sente solo e con a casa nient’altro che una madre potenziale suicida. Un ragazzino che vorrebbe solo avere un padre.

Bellissima scena e con un umorismo molto crudo quando il nostro protagonista decide di rimorchiarsi le mamme single perché era più facile avere da loro solo sesso e basta, senza impegno. Si ritrova in un circolo di donne frustrate e si inventa di avere un bambino di 2 anni di nome Ned. Ed è lì che comprende che gli uomini sono dei veri bastardi. Subito dopo essersi reso conto di questa verità, se ne frega e continua nel suo intento!

Will aveva torto su tutto e John Bon Jovi invece aveva ragione, dall’inizio del film: nessun uomo è un’isola.

Battuta preferita:

“La cosa importante della vita da isola è pianificare le proprie attività. E trovo che la chiave sia dividere la giornata in unità di tempo della durata di non più di 30 minuti. Le ore intere possono intimorire un po’ e la maggior parte delle attività richiede circa mezz’ora. Fare un bagno, una unità… E’ sorprendente di come la giornata si riempia, avrei davvero il tempo per un lavoro? Ma come fa la gente a fare tutto quanto?”